CLINICA E RICERCA IMPLANTOLOGIA DENTAL CADMOS 2008 Settembre;76(7) 73 IMPLANTOLOGIA TEMPO MEDIO DI LETTURA 25 minuti Clinica e ricerca Smart-Lift: una procedura minimamente invasiva per l’elevazione del seno mascellare L. Trombelli, *P. Minenna, G. Franceschetti, R. Farina, L. Minenna Università degli Studi di Ferrara - Centro di Ricerca e Servizi per lo Studio delle Malattie Parodontali Direttore: prof. L. Trombelli *Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” - Servizio di Odontostomatologia - S. Giovanni Rotondo (FG) L’elevazione del pavimento del seno mascellare eseguita utilizzando un accesso crestale è una procedura clinica- mente consolidata. Diversi studi condotti su impianti po- sizionati in siti sottoposti a elevazione del seno mascella- re dimostrano una percentuale di successo a lungo ter- mine sovrapponibile a quella degli impianti posizionati in osso nativo. A oggi, tuttavia, le tecniche chirurgiche di- sponibili presentano indubbi svantaggi (scarso controllo delle lunghezze di lavoro degli strumenti utilizzati, ecces- sivo traumatismo a livello dell’osso crestale residuo du- rante la preparazione del sito), che possono aumentare le probabilità di perforazione della membrana sinusale e/o aumentare l’incidenza post-chirurgica di disturbi al sistema oto-vestibolare. Scopo del presente studio è quello di illustrare una metodica originale (Smart Lift) per ottenere il rialzo del pavimento del seno mascellare per via crestale, elaborata nel tentativo di superare le limita- zioni delle tecniche convenzionali. Verrà illustrata in det- taglio la sequenza operativa e descritto un caso chirurgi- co paradigmatico. Riassunto Parole chiave odontoconsult.it Seno mascellare Elevazione del seno Intervento per via crestale 1. Introduzione La procedura di elevazione del pavimento del seno mascellare, ormai presente in letteratura da circa 30 anni, consente di posi- zionare impianti osteointegrati nel segmento posteriore del ma- scellare dove sia presente una quantità di osso ridotta. Nel 1977 Tatum (8) introduce per la prima volta la metodica, che verrà poi modificata e pubblicata da Boy- ne e James nel 1980 (1). Nella tecnica originale di Tatum, l’ac- cesso alla cavità antrale avveniva attraverso la cresta ossea. L’osso crestale residuo veniva rimosso fino all’esposizione della mem- brana sinusale che veniva quindi sollevata per consentire un inne- sto osseo. Tale metodica venne perfeziona- ta da Summers, sotto il nome di Bone-Added Osteotome Sinus Floor Elevation (BAOSFE) (6, 7). La tecnica è basata sull’utilizzo di uno specifico set di osteotomi, dotati di una estremità a profilo concavo e margini taglienti, che