Giovanni Stelli EDIZIONI BIBLIOTECA DELL’IMMAGINE I l nome di Fiume è associato in genere all’Impresa dannunziana e al periodo in cui la città quarnerina, governata dal poeta-soldato con il sostegno del Consiglio nazionale italiano, fu al centro dell’attenzione internazionale e teatro di esperimenti costituzionali e iniziative cul- turali tanto interessanti quanto controver- si. Anche gli studi storici dedicati a Fiume si sono concentrati in prevalenza sugli anni del primo dopoguerra e sul D’Annunzio “fiumano”. In realtà l’Impresa costituisce solo un momento, per quanto decisivo, di una storia secolare nel corso della quale la città di San Vito difende tenacemen- te la sua identità linguistica e culturale di carattere italiano, che, a partire dalla sua fondazione romana, emerge nel Medioevo e si rafforza nei secoli successivi nel corso del complesso gioco politico tra le poten- ze interessate all’area quarnerina: Venezia, l’Austria e l’Ungheria. Questa identità italiana poteva apparire in contraddizione con la posizione geopo- litica di Fiume, circondata da un contado croato e sloveno, e soggetta, essa stessa, ad una immigrazione soprattutto croata che si aggiunse alla popolazione latino-romanza, andando incontro a un continuo profondo processo di italianizzazione. La soluzione di questa contraddizione assunse la forma dell’autonomia municipale, in cui si espres- se, trovando il suo punto più alto nella seconda metà dell’Ottocento nel periodo dell’idillio ungherese, la vocazione secolare della città: essere punto di transito, cernie- ra e sintesi, tra il continente e il mare, tra Italia e mondo sub-danubiano balcanico. Ma proprio tra Ottocento e Novecento, nel corso del processo di formazione di Sta- ti nazionali, la contraddizione andò trasfor- mandosi in antagonismo politico aggressivo tra nazionalismi contrapposti. Dopo la vit- toria italiana nella Grande Guerra, Fiume fu annessa all’Italia nel 1924. Coinvolta nei tragici eventi del Secondo conflitto mondia- le, nel maggio 1945 fu occupata dalle truppe jugoslave di Tito e la sua popolazione sotto- posta ad una durissima repressione: nel giro di pochi anni si svuotò dell’80% dei suoi abitanti e la sua fisionomia etnica e culturale fu stravolta dal regime comunista. L’attuale città (Rijeka in croato) sta tut- tavia operando per recuperare parte delle sue radici, di cui la minoranza degli Italiani rimasti e il mondo degli esuli fiumani costi- tuiscono la memoria vivente. Giovanni Stelli è nato a Fiume in una famiglia in cui convive- vano tradizioni autonomiste e irredentiste, esule nel 1946, autore di saggi filosofici e studi storici, è direttore editoriale di “Fiume. Rivista di studi adria- tici”, pubblicata a Roma dalla Società di Studi Fiumani - Ar- chivio Museo Storico di Fiume. Tra i suoi lavori sulla “questione adriatica” Fiume e dintorni nel 1884, Trieste 1995; La memoria che vive. Fiume: interviste e testimonianze, Roma 2008; Istria Fiume Dalmazia laboratorio d’Europa. Voll. I e II con Dino R. Nardelli, Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea, Foligno 2009, 2014; L’irredentismo a Fiume, in L’irredentismo armato, Istituto regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli Venezia Giulia, Trieste 2015; Nazione e Stato con parti- colare riferimento al caso dell’Adriatico orientale, “Fiu- me. Rivista di studi adriatici”, luglio-dicembre 2015. IN COPERTINA: TEATRO E CONTRADA GRANDE, 1860-1884 STELLI STORIA DI FIUME EBI 13 STORIA DI FIUME DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI Euro 12,00