Simulazione ad Agenti e Teoria della Cooperazione. Il Ruolo della Sanzione Giulia Andrighetto*°, Daniel Villatoro**, Federico Cecconi*, Rosaria Conte* * Labss/ISTC-CNR, Roma, Italia ° European University Institute, Firenze, Italia ** IIIA - CSIC, Barcelona, Spain 1 Il Terzo Metodo Negli ultimi anni, la simulazione al calcolatore dei fenomeni sociali ha dato impulso ad un nuovo paradigma scientifico, la scienza generativa (Epstein, 2007), ossia la scienza che genera i fatti che spiega, basata sull’assunto che: per tutti gli x (non-G x implica materialmente non-S x) Cioè, non si può spiegare qualcosa se non generandola. L’assunto in questione non implica il suo reciproco: generare non è sufficiente a spiegare. E’ però, secondo la scienza generativa, almeno necessario. La simulazione su computer, strumento fondamentale per generare fatti osservabili in silico, è quindi un rivoluzionario strumento di sviluppo per le scienze sociali. Ciò è vero prima di tutto per le simulazioni con agenti semplici: secondo la formula proposta dallo stesso Epstein e prima di lui da Axelrod, generare un macro- effetto significa situare una popolazione di agenti artificiali in uno spazio virtuale comune e farli interagire in base a semplici regole locali, osservando e misurando poi i macro-effetti emergenti di queste interazioni. Ma è vero anche per simulazioni più complesse, basate su agenti cognitivi o quasi cognitivi (Andrighetto et al., 2010a; Dignum e Dignum, 2010). A differenza dei modelli semplici, le simulazioni ad agenti complessi consentono non solo di generare macro-effetti sociali, ma anche di osservare i processi di retroazione degli effetti così generati sulle proprietà degli agenti, un circuito noto fra gli scienziati sociali come legame micro-macro. In questo lavoro, intendiamo mostrare il contributo che la simulazione ad agenti ed in particolare ad agenti complessi ha dato e sta dando allo sviluppo e alla costruzione della teoria sociale, specificamente alla comprensione dei meccanismi che favoriscono la