“BlindMath” un innovativo editor scientifico per studenti non vedenti A. Pepino*, C. Freda*, F. Ferraro*, S. Pagliara*, F.Zanfardino Introduzione Premessa La inclusione in un qualunque contesto sociale, la scuola, l’università o il lavoro è un processo complesso che potremmo indicare sinteticamente come multifattoriale e multidimensionale, le variabili in gioco sono numerose e non sempre di tipo deterministico. L’impiego delle tecnologie, spesso indispensabile, da solo non assicura il successo e non riduce necessariamente il numero di variabili in gioco e la loro complessità, anzi spesso rende ancora più complesso il quadro generale, questo perché gli attori in gioco molto spesso non hanno chiara consapevolezza di questi nuovi strumenti e quindi si relazionano con essi nei modi più disparati ed imprevedibili. Molto spesso l’introduzione delle nuove tecnologie avviene senza tenere nel debito conto il contesto e comunque come fosse un processo a se stante, questo comporta che la maggior parte degli attori coinvolti negli altri processi che si muovono attorno ad una persona disabile, sono costretti a subirne le conseguenze e non sono comunque messi nelle condizioni di cooperare o meglio condividere il processo innovativo. Un processo di inclusione e, al suo interno, la introduzione di nuove tecnologie vanno quindi visti come componenti di uno schema progettuale condiviso da tutte le componenti in gioco, occorre di fatto costituire un team di progetto che in modo congiunto e contestuale partecipi alla elaborazione dell’intervento. Ad esempio nel caso di bambini o ragazzini della scuola media il team sarà costituito da Genitori, Insegnante di sostegno, Insegnante curriculare e Operatori esterni (psicologi, Ingegneri/Tecnici della Riabilitazione, Fisioterapisti, Assistenti sociali e/o materiali). Naturalmente non è detto che tutte queste figure siano presenti nel medesimo luogo e che necessariamente debbano tutte discutere e lavorare contemporaneamente sul progetto, ma sicuramente tutte lo devono condividere nei contenuti e lavorare in modo sinergico al fine di mettere tutti gli operatori nelle migliori condizioni di operare nell’ambito delle rispettive competenze. Una delle condizioni per raggiungere ciò è che ognuno cerchi di mettersi al servizio degli altri rinunciando a buona parte della propria visibilità personale all’interno del progetto stesso. In questo lavoro vorrei mettere a disposizione alcune delle esperienze maturate presso il Punto di Supporto Tecnico degli Ausili Tecnologici dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli nel sostegno degli studenti disabili, con particolare riferimento alle attività di ricerca finalizzate alla messa a punto di soluzioni informatiche per l’accesso dei ragazzi non vedenti allo studio delle materie scientifiche a partire naturalmente dalla matematica. Normativa e classificazione Una serie di dispositivi di legge impongono alle pubbliche amministrazioni obblighi d’adeguamento, sanzioni in caso di violazione e predispone in alcuni casi incentivi a favore dei privati che investono risorse per adeguamenti agli standard previsti per un democratico accesso alle risorse. La legge 104/92, legge quadro sull’handicap, legge 162/98 sulla vita indipendente, legge 68/99 sul diritto al lavoro, legge 17/1999 sul sostegno agli studenti universitari; quest’ultima in particolare ha affermato nelle Università il concetto della Integrazione sino ad allora sconosciuto in Italia, sortendo in alcuni casi gli effetti di una vera e propria rivoluzione