9 1. Introduzione: Bioetica, questione ambientale ed ecologia umana Alberto García Gómez, Massimo Losito, Joseph Tham Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi? Le parole del Salmo 8 della Bibbia sono note a tutti. In uno sguardo di fede, si riferiscono alla grandezza di Dio, quel Dio Creatore del Cielo e della Terra che è anche così attento alla vita del singolo e piccolo uomo. Ma anche per chi non condivide la fede, lo sguardo ammirato verso il mondo naturale conduce a uno sguardo amorevole verso l’essere umano, la cui specificità nel mondo dei viventi difficilmente può essere negata. Ai nostri giorni, serve di nuovo elevare lo sguardo verso l’ambiente naturale per riscoprire chi siamo e chi dovremmo essere, la rete di relazioni in cui siamo inseriti, in un mondo che ci precede e ci è stato dato. Troppo concentrati su noi stessi, sui nostri bisogni, veri o costruiti, ora che finalmente abbiamo alzato lo sguardo, abbiamo scoperto attorno a noi un mondo meraviglioso, ma anche ferito. Non possiamo più negare questo grido, che è il grido dei poveri del pianeta ed è il grido stesso della terra. L’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco va esattamente in questa direzione. Anche il Corso Estivo «Bioetica, questione ambientale ed ecologia umana» svolto a luglio del 2015 – pochissimi giorni dopo la pubblicazione dell’enciclica, dunque - dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha avuto questa ossatura. Le ragioni di tale scelta credo siano evidenti. Sebbene la bioetica dagli anni ’70 si sia indirizzata tendenzialmente verso le questioni biomediche - almeno la bioetica più nota - alle origini non era così: sappiamo bene come la questione ambientale era ben presente nella bioetica di stampo potteriano, e anche oggi, con l’acuirsi della crisi ecologica, occorre che ambiente ed animali siano oggetto di una decisa scelta etica. La crisi ambientale infatti è prima di tutto una crisi morale, ed è solo agendo a questo livello con iniziative educative e culturali, prima che con leggi e rimedi tecnici, che si potrà andare verso una sua ferma risoluzione.