Grotta di Fumane. Risultati della campagna di scavo e ricerche 2012 Marco Peresani, Davide Basile, Laura Centi, Davide Delpiano, Rossella Duches, Camille Jéquier, Nicola Nannini, Marjia Obradović, Andrea Picin, Matteo Romandini La campagna di scavo 2012 La campagna di scavo 2012 a Grotta di Fumane, aperta dal 3 Luglio al 29 Settembre, si è incentrata sul settore atriale occidentale della cavità, interessando un’area di circa 12 m ² , nel settore predisposto nel 2008. Gli scavi, che si sono concentrati sul livello musteriano A9, sono stati diretti dell’Università degli Studi di Ferrara in concessione ministeriale, con il supporto di numerosi studenti e ricercatori provenienti da diversi atenei. La ricerca ha beneiciato del supporto inan- ziario di: Comunità Montana della Lessinia – Parco Naturale Regionale della Lessinia, Comune di Fumane, National Geographic Society, Impresa Costruzioni e Restauro Roberto Gardina, Max Plank Institute for Evo- lutionary Anthropology, Banca di Credito Cooperativo della Valpolicella, Albino Armani winegrovers. Il sup- porto logistico è stato fornito dal Comune di Fumane. Metodologia I depositi archeologici sono stati scavati sistemati- camente suddividendo la supericie in riquadri di 1×1 m ulteriormente suddivisi in quadrati di 0,33×0,33 m, seguendo le variazioni litologiche e documentando ogni livello al tetto e alla base con rilevamento foto- graico e topograico elettronico. Durante lo scavo i manufatti litici con dimensioni maggiori di 3 cm, i reperti ossei maggiori di 5 cm e i carboni di dimen- sioni centimetriche sono stati rilevati e registrati con numero di reperto identiicativo; i frammenti più piccoli sono invece stati raccolti, dopo le operazioni di lottazione con getto di acqua dolce e setacciatura del sedimento, dagli studenti impiegati nella vagliatura del materiale e imbustati in sacchetti che ne riporta- vano la provenienza (unità stratigraica e quadrato) e la natura (litica, macrofauna, microfauna, aviofauna, malacofauna, carboni, ossa combuste). Per lo scavo si sono utilizzati strumenti in metallo o legno, per gli interventi più delicati, e aspirapolveri domestici per rimuovere il sedimento ine. In questo modo si sono potuti raccogliere anche i più piccoli frammenti tra cui numerosi resti di micromammiferi e di uccelli utili per poter fornire importanti informazioni sul clima e sugli usi alimentari e culturali degli abitanti della grot- ta. Oltre al materiale archeologico sono stati raccolti anche dei campioni di sedimento strutturati riservati ad analisi micromorfologiche e granulometriche, al ine di ottenere dei precisi resoconti stratigraici. Il materiale è conservato in deposito temporaneo presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Ferrara. Esecuzione del lavoro Nelle prime due settimane di scavo è stato rimosso un orizzonte con materiale ine disperso tra il livello sterile A7 e A9 scoprendo il tetto di quest’ultimo (ig. 1). Durante i restanti due mesi e mezzo è stata accuratamente scavata e rimossa l’intera unità A9 in tutta l’area di scavo ino a mettere in luce le diverse facies dello strato A10 sottostante. A9 si presenta come un’alternanza di livelli piani blandamente antropizzati (A9, A9I, A9II, A9base), caratterizzati da radi ma- nufatti litici, frammenti ossei e numerosi carboni, e ini lenti sabbiose spesse da 4 a 0,5 cm, con indici di antropizzazione più deboli. L’intera sequenza testimo- nia frequentazioni umane brevi e ripetute nel tempo, databili in età minima a 47, 6 ky BP (Peresani et al. 2008; Higham et al. 2009). Risultati I focolari I livelli antropizzati presentavano numerosi ac- cumuli di carbone dovuti alla presenza di strutture di combustione, come testimonia la loro struttura comparabile a quella di focolari sperimentali (Costa- magno et al. 2010). Tali strutture sono state scavate in sezione risparmiando piccoli campioni di sedimento, e successivamente alla documentazione sono state asportate completamente nella loro estensione. Le strutture individuate, circa venti, presentano caratte- ristiche simili tra loro: sono caratterizzate da un sottile orizzonte basale di sabbia arrossata, coperto da un livelletto (<1 cm) bruno scuro molto ricco di carboni con talvolta presenza di ceneri al centro o a lato del focolare. In alcuni di questi focolari era evidente una successiva fase di utilizzo responsabile della rubefazione della precedente sequenza micro-stratigraica. Altri accumuli dal perimetro irregolare di carbone, ossa combuste e frammenti di selce termoalterata, sono stati interpretati come riiutaie di materiale combusto rimosso dai focolari. L’elevato numero di strutture di combustione spiega l’enorme quantità di carboni distribuiti nell’in- tera area indagata dapprima nel 2006 all’interno della galleria principale, e successivamente dal 2009 ino alla