FILOSOFIA POLITICA / a. XV, n. 2, agosto 2001 1. Legame e frazionamento Nell’Ideologia tedesca di Marx e Engels 2 è presente un’interpretazione duplice della categoria moderna di progresso: da un lato, questo elemento risulta valorizzato nelle sue potenzialità innovative, dall’altro, viene sottopo- sto ad una critica radicale, sulla base dello smascheramento delle fratture introdotte dall’assetto capitalistico, e in particolare, dalla divisione del lavo- ro 3 . Tali aspetti, lungi dall’escludersi, costituiscono due facce della stessa medaglia; ne deriva che la drammaticità della condizione individuale è del tutto immanente allo sviluppo indicato, fondato sulla crescita impetuosa CRITICA DELL’INDIVIDUALISMO MODERNO E REALIZZAZIONE DEL SINGOLO NELL’«IDEOLOGIA TEDESCA» Luca Basso Per cose singole intendo cose che sono finite e hanno un’esistenza determinata. Ché se più individui concorrono in una sola azione, in modo che siano tutti si- multaneamente causa di un solo effetto, in tal caso li considero tutti come una cosa sola singola 1 . 1 B. Spinoza, Etica dimostrata secondo l’ordine geometrico (1677 post.), trad. it. di S. Gia- metta, Torino, 1992, II, «Definizioni», 7, p. 46. 2 L’Ideologia tedesca, elaborata da Marx e Engels con la collaborazione di M. Hess tra il 1845 e il 1846 a Bruxelles, venne pubblicata solo nel 1932. Si veda quanto lo stesso Marx af- ferma, a proposito dell’Ideologia tedesca, in un celebre passo contenuto nel Vorwort, Zur Kri- tik der politischen Ökonomie, Berlin 1859, in K. Marx – F. Engels, Werke (d’ora in avanti MEW), 13, Berlin, 1961, pp. 5-160: 10, trad. it. di E. Cantimori Mezzomonti, Prefazione, Per la critica dell’economia politica, Roma, 1993 4 , p. 6: «(io e Engels) decidemmo di mettere in chiaro, con un lavoro comune, il contrasto tra il nostro modo di vedere e la concezione ideo- logica della filosofia tedesca, di fare i conti, in realtà, con la nostra anteriore coscienza filosofi- ca». La critica all’«anteriore coscienza filosofica» sembra confermare, perlomeno in parte, le intuizioni di L. Althusser, Per Marx, (1965), trad. it. a c. di C. Luporini, Roma, 1974, in meri- to alla presenza, nell’opera in questione, di un apparato concettuale per molti versi nuovo (fondato sulla contraddizione forze produttive-forma di relazioni) rispetto alle opere preceden- ti, contraddistinte da una visione antropocentrica e «ideologica». Si muovono in una direzione analoga, ma cercando di superare alcune unilateralità del ragionamento althusseriano, in rela- zione al rapporto ideologia-scienza, A. Tosel, L’esprit de scission. Etudes sur Marx, Gramsci, Lukacs, Paris, 1991; S. Tull, Anthropologie zwischen Freiheit und Zwang. Zu einem Widerspru- ch im Ansatz von Karl Marx, Frankfurt am Main, 1990, p. 31; J. Ferraro, Freedom and Deter- mination in History According to Marx and Engels, New York, 1992, pp. 190-202. Secondo una differente prospettiva: B. De Giovanni, Marx e la costituzione della praxis, in C. Mancina (a c. di), Marx e il mondo contemporaneo, Roma, 1986, pp. 31-51. 3 Si veda K. Marx-F. Engels, Die Deutsche Ideologie, 1845-1846, (d’ora in avanti DI), in MEW, 3, 1962, p. 66, trad. it. di F. Codino, L’ideologia tedesca, Roma, 1993 9 , pp. 62-63: «la divisione del lavoro implica già immediatamente anche la divisione (Teilung) delle condizioni del lavoro (Arbeitsbedingungen), degli strumenti e dei materiali […] Quanto più la divisione del lavoro si perfeziona […], tanto più si accentuano anche quelle separazioni. L’esistenza del lavoro stesso dipende dal presupposto di quel frazionamento (Zersplitterung)».