L'IDOMENEO
Idomeneo (2017), n. 23, 29-38
ISSN 2038-0313
DOI 10.1285/i20380313v23p10
http://siba-ese.unisalento.it, © 2017 Università del Salento
Il De Educatione del Galateo: un manuale di learning teaching
Salvatore Colazzo*
Abstract. The contribution examines the text of Antonio de’ Ferrariis, De
Educatione. This represents a pedagogical reflection on the importance of
communicating humanistic values through appropriate educational actions.
Antonio de’ Ferrariis's text also reveals the political dream of an Italian nation
united in a single power center. Contrary to this possibility seems to orient the
policy of the papacy, which is only inclined to defend its power; but also contribute
to France and Spain, which Galateo believes are responsible for corrupting Italian
costumes, for their presence on Italian soil in prevailing political (and therefore
cultural) conditions.
Riassunto. Il contributo prende in esame il testo di Antonio de' Ferrariis, De
Educatione. Esso si presenta come una riflessione pedagogica sull'importanza di
veicolare i valori umanisti attraverso l'azione educativa. Nel testo di de' Ferrariis
emerge pure il sogno politico di una nazione italiana unita sotto un unico centro di
potere, contro cui sembra ostare la politica del Papato, ondivaga e unicamente
propensa a difendere le proprie strette esigenze di potere, nonché le mire di
Francia e Spagna, le quali sono osteggiate dal Galateo anche per
l'imbastardimento dei costumi che la loro presenza sul suolo italico, in condizioni
di preminenza politica, produce.
L’IDEALE UMANISTA
De Educatione di Antonio de’ Ferraris si muove seguendo le tracce di un
modello educativo che si comincia a delineare in Italia già dal Trecento e che
potremmo qualificare come umanista. Sulla base di tale modello, l’educazione deve
tendere a formare un uomo integrale, che è fatto di corpo e di spirito, che sa agire
le faccende terrene e ha a cura di quelle celesti, è rispettoso delle leggi, sa
spendersi anche in armi a favore della propria comunità, e, soprattutto, è impegnato
in una sorta di lotta con se stesso, poiché egli punta ad acquisire sempre più
autonomia di giudizio e possibilità di non essere schiacciato dagli eventi esterni
1
.
*Università del Salento, salvatore.colazzo@unisalento.it
1
Ne troviamo traccia in Dante, che nella Epistola a Cangrande scrive: «L’uomo, meritando e
demeritando nell’esercizio del suo libero arbitrio è soggetto al giusto premio e alla giusta pena». E
nella Commedia Virgilio, congedandosi da Dante, gli consegna corona e mitria a dire che egli, col
percorso delle esperienze attraversate, ha conquistato la sua piena autonomia, è diventato padrone di
se stesso, papa e imperatore del suo mondo. Non a caso questa rivendicazione di autonomia di sé è
accostata a quella contenuta nella Oratio pro hominis dignitatis di Pico della Mirandola.