7 MEDIC 2017; 25(1): 7-10 Indirizzo per la corrispondenza Address for correspondence Luis E. Echarte Alonso Unidad de Educación Médica y Bioética Universidad de Navarra, Pamplona, Spagna e-mail: lecharte@unav.es Editoriale. La Neuroetica tra realtà e utopia: questioni attuali Editorial. Neuroethics between reality and utopia: current issues LUIS E. ECHARTE ALONSO Unidad de Educación Médica y Bioética, Facultad de Medicina/Instituto Cultura y Sociedad, Universidad de Navarra LA NEUROETICA TRA REALTÀ E UTOPIA: QUESTIONI ATTUALI NEUROETHICS BETWEEN REALITY AND UTOPIA: CURRENT ISSUES QUADERNO A maggio si compiono 15 anni del congresso Neuroethics: Mapping the Field, celebrato in California, nella città di San Francisco, che ha costituito la pista di lancio di quella che oggi è la ormai consolidata Neuroetica. La pubblicazione de- gli Atti di questo congresso è servita da richiamo e da stimo- lo per molti di coloro che allora appena muovevano i primi passi in questo campo di indagine (Echarte 2012). È stato il mio caso e il motivo per cui ho preso la decisione di realizzare un soggiorno post-dottorato presso l’Università di Berkeley, vicino al luogo dove tutto è cominciato, ma dall’altro lato del ponte. Due anni dopo ho pubblicato, per la rivista sulla quale scrivo ancora oggi, i miei pronostici sulla direzione che. quelli di noi che lavoravamo in tale campo (Echarte 2004), avrem- mo progressivamente scelto. A mio avviso, due erano i temi che rappresentavano i principali attrattori. Quelli connessi all’identità: sono il mio cervello? Può la neurotecnologia mo- diicare chi sono realmente? Quelli connessi alla responsabi- lità: sono realmente libero? Può la neurotecnologia rendermi una persona migliore e più libera? Che abbia fatto centro o no, le strade percorse nella mia indagine mi hanno condotto a un punto di contatto tra en- trambi gli orizzonti, un luogo che sono solito deinire come il problema dell’autenticità. Quand’è che posso legittimamente affermare che sono io a guardarmi nello specchio – isico o mentale – o ad aver preso una decisione? Allora sostenevo, e sostengo ancora, che la Neuroetica apporta importanti chia- vi di lettura a questo interrogativo. Tuttavia, anche da questo punto ho potuto scorgere una questione che, in ultima anali- si, è inseparabile dalle altre due: cosa sono gli affetti e qual è il loro ruolo nella nostra vita? Perché gli interrogativi attorno all’autenticità rimandano, in in dei conti, al cuore dell’uo- mo? Questione molto antica, ma alla quale le neuroscienze stanno fornendo nuove e interessanti prospettive, tra altri aspetti, per sfumare i classici limiti tra l’elaborazione dell’in- formazione di tipo cognitivo e quella di tipo affettivo. Vedo sempre più chiaramente che questo binomio, che produce più errori che soluzioni, dev’essere sostituito dall’altro i cui poli siano la razionalità e la dotazione organica. E tra entrambi l’affettività, che fa da ponte tra cielo e terra e senza la qua- le non è possibile comprendere un’altra nozione ancora più oscura, la corporeità. Charles Taylor afferma che uno dei grandi mali della mo- dernità è costituito dai vissuti di inautenticità che abbondano in una società sempre più virtualizzata, staccata dalla realtà e dalla bellezza che ne emana. Il processo è il seguente. Con- tro la devastante passione del tedio, l’artista solitario quale è divenuto l’individuo moderno, sempre con un’espressione di Taylor, cerca non soltanto di ricreare inzioni che velano una realtà sgradevole, ma cerca anche di reinventare se stes- so. Tuttavia la realtà resiste alla nostra pressione, persino negli spazi virtuali – online o mentali –, in cui le leggi della isica e della logica sembrano essere modellate dall’immagi- nazione. Perché, dall’esterno, le istituzioni, le tradizioni e i riti, e dall’interno la nostra biologia e la memoria culturale impressa nei gesti giocano a sfavore (Echarte 2016a, Echarte LA NEUROETICA TRA REALTÀ E UTOPIA: QUESTIONI ATTUALI NEUROETHICS BETWEEN REALITY AND UTOPIA: CURRENT ISSUES QUADERNO