RICCARDO EMANUELE D’AMANTI MASSIMIANO E FOSCOLO ‘ESULI’. LA FORTUNA DI UN DISTICO PREMESSA Massimiano è stato letto e apprezzato nel Medioevo e nell’età umanistica, come dimostrano il gran numero dei manoscritti 1 e delle edizioni a stampa e le imitazioni di cui è stata oggetto la sua opera. 1 Vd. E.R. D’AMANTI, La tecnica del riuso in Massimiano, in P. DE P AOLIS ed E. ROMANO (a cura di), Atti del III Seminario nazionale per dot- torandi e dottori di ricerca in studi latini (Roma, Università degli Studi “La Sapienza”, 20 novembre 2015), «La Biblioteca di Classico Contempora- neo», 5, 2017, ISBN 978-88- 68893-99- 6, pp. 194-205. Ai numerosi testimoni (52 codici più o meno completi, 23 florilegi e 4 codici conte- nenti la tradizione separata di I 1-6) recensiti da W. SCHETTER, Studien zur Überlieferung und Kritik des Elegikers Maximian, Wiesbaden 1970, pp. 3-9 negli anni se ne sono aggiunti numerosi altri: vd. U. JAITNER - HAH- NER, Maximian und der Fucus Italicus. Ein unbekannter Textzeuge, in M. BORGOLTE - H. SPILLING (hrsgg.), Litterae Medii Aevi. Festschrift für J. Aut- enrieth zu ihrem 65. Geburtstag, Sigmaringen 1988, pp. 277-292; P. P AR- RONI, rec. a Schetter, cit., «Gnomon» 51, 1979, pp. 144-150: 144-145; C.M. MONTI, Profili di umanisti bresciani, Brescia 2012, pp. 136-147;