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https://doi.org/10. 19272/201830301001 · «la modernità letteraria», 11, 2018
« CINQUANT’ANNI FA UN PROLETARIO
HA GIUSTIFICATO LA GUERRA ».
COME JAHIER HA UTILIZZATO PROUDHON
Mimmo Cangiano
1 . Il presupposto delle ’valli’ e la formazione del concetto
di ’popolo’
N
ell
’
agosto del 1954 l’ormai settantenne Piero Jahier pubblica un lungo e du-
rissimo articolo – intitolato Contromemorie vociane – che vuole caratterizzarsi
come risposta all’interpretazione delle vicende de « La Voce » realizzata l’anno primo
da Prezzolini con L’italiano inutile : 1
Dedico queste contromemorie a Giuliano il Soista, anziché all’amico Giuseppe Prezzolini, per-
ché mi pare che queste tue « Memorie letterarie di un italiano inutile » si riferiscano, purtroppo,
alla maschera di quel personaggio che sembrava tu avessi relegato per sempre nel ripostiglio
degli « studi e capricci » mistico-ilosoici, durante il periodo della maturità vociana. Peccato. 2
L’accusa di Jahier si inserisce in quel ilone interpretativo delle vicende culturali
del primo ’900 che, riprendendo le posizioni in tal senso espresse da Gobetti 3 e da
Gramsci, tende a rileggere le prospettive vociane – e in particolare il passaggio al
fascismo di molti di quegli intellettuali – attraverso il collegamento fra l’esperienza
della stessa « Voce » e i suoi prodromi irrazionalistici così come espressi nel precedente
« Leonardo ». Nel caso citato si tratta di proiettare su Prezzolini (ideatore e principale
direttore della « Voce ») l’ombra lunga dell’antico relativismo soistico del « Leonardo »
(Giuliano il Soista come è noto era lo pseudonimo usato da Prezzolini ino al 1907).
Contro questa « Voce » l’intellighenzia democratica del secondo dopoguerra ne schiera
un’altra ; quella che, guardando al progetto di una cultura di stampo etico e di una
« letteratura attivamente impegnata nella società », 4 aveva trovato espressione nel la-
voro letterario di un autore come Scipio Slataper, nella ilosoia di Giovanni Amendo-
la, e nell’operato politico-culturale di Gaetano Salvemini :
cangiano.mimmo@gmail.com
1 Piero Jahier, Intervista a Piero Jahier, in Ferdinando Camon, Il mestiere di poeta, Milano, Lerici, 1965,
p. 19 : « Le Contromemorie vociane : è uno scritto capitale nella storia della mia vita, e reagisce a uno scritto di
memorie vociane, in gran parte mendace o almeno supericiale, di Prezzolini ».
2 Piero Jahier, Contromemorie vociane (« Paragone », 56, agosto 1954), in Con me, a cura di Ottavio Cecchi,
Enrico Ghidetti, Roma, Editori Riuniti, 1983, p. 258.
3 Piero Briganti ha riportato alla luce i tre articoli di Jahier pubblicati sulla « Rivoluzione liberale ». Cfr.
Paolo Briganti , Jahier e la “Rivoluzione Liberale”, « Studi e problemi di critica testuale », 11, 1975, pp. 211-221.
Al progressivo trionfo del fascismo, supportato da alcuni degli antichi vociani, la prospettiva di Gobetti si
andò sempre più concretizzandosi sul piano di una lotta politica estranea alle illusioni di coordinamento intel-
lettuale proprie dei vociani. Cfr. Piero Gobetti , Anime religiose. Giuseppe Prezzolini (« L’Ora », 18 ottobre 1923),
ora in Idem, Scritti storici letterari e ilosoici, Torino, Einaudi, 1969, p. 567 : « I più misurati e innocenti esperi-
menti critici di Slataper, di Jahier, di Cecchi, di Boine morivano in un’impotente inquietudine o concludevano
immaturamente in supreme angosce artistiche ».
4 Piero Jahier, Contromemorie vociane, in Con me, cit., p. 262. Cfr. ivi, p. 274 : « I libri per noi erano bobine
elettriche che polarizzano e riformano le anime. Credevamo, sinceramente, di poter riformare la società, con
la taumaturgica difusione di buoni libri ».
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