PRODUZIONE ED UTILIZZO DEGLI OGGETTI METALLICI NEL CASTELLO MEDIEVALE DI RUPECANINA Nicodemo Abate* Durante le campagne di scavo archeologico effettuate nel sito di Rupe Canina sono stati rinvenuti oltre quattrocento reperti metallici ed un esiguo numero di scorie prodotte da diversi tipi di attività metallurgica. Il sito, anche se indagato soltanto nella sua zona sommitale, per fortuna degli archeologi e della società tutta, offre un piccolo spaccato della vita medioevale fornendo informazioni preziose sull’impiego degli oggetti metallici in diversi campi - dall’abbigliamento alla guerra - partendo dalla produzione - estrazione e raffinazione del metallo - sino ad arrivare al prodotto finito, utilizzato e dismesso 1 . I reperti rinvenuti, nella maggior parte dei casi, sono di piccole o medie dimensioni, ferrosi e non ferrosi. Tra quelli non ferrosi si osserva la totale assenza di metalli preziosi (oro ed argento), salvo labili tracce di patine dorate al di sopra di alcuni monili. Il primo dato che emerge è la grande maggioranza di manufatti in ferro 2 (82,19%); una piccola parte è in lega di rame (17,10%) e soltanto una minoranza è composta da altri metalli o leghe (0,71%) (Fig. 1). Il ferro, com’è noto, è il metallo maggiormente utilizzato nel mondo antico, tanto da caratterizzare il nome di un’intera età. Il Medioevo non fa di certo eccezione e nei secoli successivi l’anno mille si osserva un progressivo aumento dell’utilizzo del metallo e delle sue leghe. Durante il basso medioevo, si assiste ad alcuni fenomeni come: la ripresa delle attività estrattive, l’apporto di migliorie nei processi di produzione e il fiorire degli scambi commerciali. Questi si concretizzano in un effettivo aumento dei ritrovamenti durante gli scavi archeologici per le fasi di questo periodo. Inoltre, bisogna tenere presente che i minerali ferrosi sono ubiquitari ed abbondanti all’interno della crosta terrestre, ciò rende semplice procurarsi il materiale necessario per creare ferro e acciai. Al -11-