U FACCIATE PALLADIANE NEL CODICE RESTA DI PALERMO Maria Beltramini Ne l Libro d’Arabeschi che l’oratoriano padre Sebastiano Re- sta allestì e inviò nel 1689 come dono all’amico Giuseppe Del Voglia a Palermo, dove ancor oggi si trova, sono in- clusi due disegni architettonici cinquecenteschi d’iden- tica mano e di grande formato, che Simonetta Prosperi Valenti Rodinò – cui va il merito d’aver rintracciato e reso integralmente pubblico questo straordinario giacimento graico – subito riconobbe come copie da proget- ti di Andrea Palladio, cautamente attribuendole a Federico Zuccari 1 . Per uno di tali rari fogli (Fig. 1), che rappresenta la facciata di un palazzo afacciato sull’acqua, verosimilmente palazzo Piovene a Vicenza, è soprav- Con afettuosa gratitudine e stima desidero dedicare questo breve saggio a Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, che mi ha aperto gli occhi sul vasto e sorprendente mondo delle raccolte graiche di padre Sebastiano Resta. Un grazie particolare anche a Francesco Grisolia e Dario Beccarini, per la generosa disponibilità dimostratami in varie fasi della realizzazione di questo lavoro. 1. Prosperi Valenti Rodinò 2007, cat. 46 b, pp. 108-109 e 50 b, p. 114 (schede di S. Prospe- ri Valenti Rodinò). Malgrado l’importanza dei disegni architettonici conservati al suo interno (con fogli di Giulio Romano, Serlio, Vignola, Pietro da Cortona ecc.), il Libro d’Arabeschi non pare aver risvegliato inora l’attenzione degli storici dell’architettura, nonostante il richiamo di Scaduto 2007. Sui contenuti del volume palermitano e le modalità d’assemblaggio dei materiali graici di padre Resta (per il quale evidentemente esisteva continuità tra il disegno decorativo e ornamentale e il disegno architettonico tout court, poiché entrambi dedicati all’organizzazione dello spazio, sia interno che esterno), vedi Prosperi 2007, pp. 15-38.