Studio paleogeografico presso Pettorazza Grimani (Rovigo) Silvia Piovan 1 1 XX Ciclo ABSTRACT – Since the 16 th century the Venetian Republic started a land reclamation program with embankments and artificial cut- offs in the Polesine area. Due to river management, the recurrent floods, avulsions and crevasses which chararcterized the Adige river have greatly diminished in the last centuries. The study area consists of a stretch of low plain characterized by Late Holocene fine sediments. This work is focussed on the palaeo-meander of the Adige near the village of Pettorazza Grimani that was cut-off in 1783. Palaeogeographical map of the area of Pettorazza has been carried out throught the geomorphological study from microrelief and DTM analysis, historical cartography research and field survey. 1. Introduzione Nell’ambito di una ricerca più ampia, che si inquadra all’interno del dottorato di ricerca, si è eseguito, durante l’estate 2006, un rilevamento di campagna nella zona di Pettorazza Grimani allo scopo di integrare la ricostruzione della paleogeografia dell’area ottenuta attraverso la fotointerpretazione, il microrilievo e la ricerca cartografica. Il sito di studio di Pettorazza è stato scelto inizialmente per studiare la stratigrafia e l’impostazione del dosso dell’Adige in quest’area, in quanto esso risulta non influenzato dalle arginature artificiali. In seguito alla ricerca cartografica e alla necessità di dare una data di “chiusura” del dosso, si sono approfonditi gli aspetti storici e paleogeografico. Il paleomeandro di Pettorazza, infatti, è stato tagliato in epoca storica, nel 1783 (Paleocapa, 1859). Lo studio paleogeografico, connesso con la ricerca di bibliografia e cartografia storica permette di definire con buon dettaglio i parametri geometrici del paleomeandro. Questo articolo ha lo scopo di illustrare in dettaglio le fasi del rilevamento, premettendo il contesto di studio della cartografia storica, delle fotoaeree e del microrilievo. Per l’interpretazione stratigrafica del dosso fluviale si rimanda a Piovan et al., 2006. Il caso di Pettorazza rappresenta il più emblematico di una serie di rettifiche fluviali eseguite lungo l’Adige nella bassa pianura (Fig. 1). Esso è un chiaro esempio di come l’uomo modifichi il sistema fluviale naturale quando questo diviene un pericolo per gli insediamenti e le campagne coltivate a causa delle sue disastrose rotte e avulsioni (Fig. 2). 2. Contesto geologico e geomorfologico L’Adige è il secondo fiume italiano per lunghezza (410 km) e terzo per estensione del bacino idrografico (12.200 km²). Dopo aver percorso un lungo solco trasversale di origine glaciale nelle Alpi centrali su rocce per lo più carbonatiche e porfiriche, l’Adige sbocca in pianura presso la città di Verona. L’alta pianura è costituita da un sandur formato dall’unione di conoidi alluvionali alimentati dagli scaricatori glaciali durante l’ultimo massimo glaciale (25000-15000 BP). Essa è caratterizzata da sedimenti grossolani come ghiaie e sabbie che rendono il substrato permeabile. La bassa pianura dell’Adige, dove il fiume scorre con carattere meandriforme, inizia a Sud di Legnago e fa parte della più vasta pianura veneta Sud-orientale, formata da sedimenti fini deposti dai fiumi Adige, Po, Tartaro e Brenta dal Pleistocene superiore. Gli effetti sulla pianura delle periodiche piene, rotte e avulsioni - che hanno portato tra l’altro a diversi cambiamenti nel percorso del fiume - hanno subito una forte diminuzione in epoca storica (Peretto, 1992). Infatti, a partire dal XVI sec., la Repubblica Veneta ha iniziato un programma di bonifica e di risanamento territoriale che comportò la costruzione di potenti arginature e numerose opere di rettifica (Belloni, 1774; Paleocapa, 1859). Fig. 1 – L’Adige in bassa pianura presso la rettifica del meandro di Borgoforte (Rovigo) (Peretto, 1992).