“GIANNETTINO” TRA SILLABARIO E GRAMMATICA: UN’ANALISI LINGUISTICA DELLA TRADIZIONE DEI MANUALI COLLODIANI Massimo Prada 1 Quando nel 1881 Carlo Lorenzini, alias Carlo Collodi (d’ora in poi anche C.), iniziò a scri- vere a puntate la sua “bambinata” per il Giornale di cui sarebbe stato direttore dall’83 all’85, all’allora redattore Guido Biagi 2 poteva chiedere, come si ricorda da molti, di «pagargliela bene, per fargli venir la voglia di seguitarla». In quegli anni, in effetti, egli era già noto tra gli scrittori per l’infanzia, pur essendo entrato nella loro brigata solo alla metà degli anni Settan- ta 3 , quando il Paggi – al centro di un circuito editoriale in cui operavano letterati, giornalisti, intellettuali e insegnanti come il Parravicini, il Dazzi, il Biagi stesso, il Poggi, il Pera, il Tarra, la Baccini, il Rigutini e altri ancora – gli aveva chiesto di tradurre Perrault e le favoliste fran- cesi (i Contes sarebbero stati poi pubblicati con il titolo di I racconti delle Fate) 4 . Quell’operazio- ne editoriale fu un successo, e ne incoraggiò altre, tra le quali, auspice ancora il Paggi, im- portantissima, quella del Giannettino, erede del più paludato Giannetto parraviciniano, che – ri- 1 Università degli Studi di Milano. Questo testo è stato rielaborato nell’articolo intitolato Giannettino: la vita (linguistica) di un piccolo eroe eponimo («Rivista di letteratura italiana», 2 2018). 2 L’amicizia del C. con il Biagi (sul quale si potrà vedere la scheda di Pino Fasano nel Dizionario biografico degli italiani , IX, Roma, Treccani, 1967: http://www.treccani.it/enciclopedia/ guido-biagi_(Dizionario-Biografico)/, 5 settembre 2017; in questa data si intendono controllati tutti i collegamenti al Web; d’ora in avanti si citerà la fonte come DBI) è nota e docu - mentata, tra l’altro anche dal suo ricordo del babbo di Pinocchio in Passatisti (infra); dell’interesse del Biagi per la scrittura del Giannettino (G.) e dei manuali che lo seguirono, restano invece segno, insieme ad altri, alcuni documenti epistolari (se ne tra- scrivono i testi, quando occorre, dalle riproduzioni contenute nella tesi magistrale di Martina Barboni [Bar boni 2015-16], che li ha riprodotti attingendo al fondo collodiano alla Biblioteca Nazionale di Firenze). Solo per fare un esempio, in una missiva inviata da Roma, su carta intestata “Capitan Fracassa”, il 7 settembre del 1880 (NA 754, III, 6 [lettera n°1]), il Biagi ringrazia l’amico che gli ha inviato come «graditissimo dono» il Viaggio di Giannettino (si tratta, come si vedrà, del primo dei tre volumetti in cui si articola l’opera), che gli era piaciuto «un mondo»; un altro biglietto che ha per argomento i testi per la scuola è in Marchetti, 1958: 22. 3 Sulla biografia collodiana, oltre all’ampia Cronologia premessa alle Opere di Collodi curate da Daniela Marcheschi per i Me- ridiani Mondadori (Collodi, 1995) si possono vedere, in qualche caso anche per gli spunti narrativi che hanno alimentato la leggenda collodiana, la prefazione alle Note Gaie (infra) di Ippolito Cortona (al secolo, come si sa, Ippolito Lorenzini, fratel- lo minore di Carlo, che aveva assunto a pseudonimo il nome della città natale del padre); Biagi (1923); Pancrazi (1948), Bar- gellini (1952); Lorenzini (1954); Marchetti (1958); Marchetti (1959); Bertacchini (1964); Tempesti (1972); Petrini (1976); Carlo Lorenzini oltre l’ombra di Collodi , Catalogo della mostra, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 1990; Bertacchini (1993); Dedola (2002); Richter (2002), soprattutto le pp. 7-24; Domenico Proietti, v. Lorenzini, Carlo, in DBI, http://www.- treccani.it/enciclopedia/carlo-lorenzini_(Dizionario-Biografico)/. Altri riferimenti si possono leggere in Volpicelli (1981); per l’aneddotica relativa alle serate alla libreria Paggi: Bargellini (1952) e Biagi (1923); qualche breve cenno è anche in Pi- stelli (1927), nel capitolo dedicato al Collodi; sulla libreria: Minicucci (1975); sull’attività editoriale dei Paggi: Salviati (2007). 4 Firenze, Paggi, 1876. Sulla traduzione (ma in realtà, in parte, la riscrittura) del C., anche in relazione ad altre ottocente - sche e soprattutto a quella del Donati (1867), si veda anche Paolini (1976); Bertacchini (1964) e Maini e Scapecchi (1981), in part. a p. 56.