Hegel e Husserl sull’immaginazione Alfredo Ferrarin 1. Introduzione Hegel e Husserl hanno teorie molto diverse intorno all’im- maginazione. Benché Hegel non eserciti alcuna influenza su Husserl, pure ci sono certe affinità tematiche su cui vorrei sof- fermarmi. In questo saggio Hegel e Husserl rappresentano due modelli teorici per un pensiero dell’immaginazione ricchi, acuti e importanti che hanno tuttora molto da insegnarci. Mi concen- trerò principalmente, ancorché non esclusivamente, sulla Psico- logia dell’Enciclopedia delle scienze filosofiche 1 , e sul volume 23 delle opere di Husserl sulla fantasia e la coscienza d’immagine 2 . Sia Hegel che Husserl, pur in termini diversi, attribuiscono valore all’irrealtà dell’immaginazione. Irrealtà non significa un modo d’essere alternativo alla realtà né il non-essere di oggetti; è piuttosto il segno di un’assenza nell’intuizione. Detto diversa- mente, l’irrealtà è un non-essere relativo, il non-essere proprio di quanto viene dato intuitivamente. Penso che da questo punto di vista sia utile cominciare ri- chiamando la definizione di immaginazione che troviamo in Wolff e Baumgarten come viene ripresa letteralmente da Kant nella Critica della ragion pura (B 151): nell’immaginazione ci diamo nell’intuizione un oggetto che non è presente. L’immagi- nazione ha qualcosa di intuitivo, ma funziona diversamente dal- la percezione. L’immaginazione presentifica, per usare la parola 1 Per un commento alla Filosofia dello spirito soggettivo mi permetto di rimandare al mio Hegel and Aristotle, Cambridge University Press, Cambridge 2001, pp. 234-347. 2 Le traduzioni da questo volume che si troveranno nel corso del contributo sono mie.