Vox Romanica 70 (2011): 102-113 A proposito del sardo medievale maquicia 0. Il sostantivo macchisia (questa nel Liber Fondachi, vedremo fra breve, è la sua forma grafica più anticamente attestata che al momento riusciamo a censire; an- che machisia, machissia, machicia, machitia, maquicia, maquitia, maquisia, maqui- dia e sim.) 1 è uno dei termini giuridici più caratteristici del basso Medioevo sardo, la cui precisa consistenza semantica e, particolarmente, il cui etimo si sono rivelati ostici da individuare per gli studiosi che con esso si siano confrontati nel corso del tempo. Scopo del presente contributo è offrire elementi nuovi e approfondimenti per una migliore messa a fuoco della questione. 1. Nei suoi Studi sul sardo medioevale Giulio Paulis 1997 ha dedicato un capito- lo ricco di dati e spunti, prezioso anche sotto il profilo metodologico, all’analisi delle problematiche connesse al nostro termine, tale che da esso converrà prende- re le mosse per ogni considerazione ulteriore sull’argomento 2 : ricordato che ma- quicia presenta continuazione anche nei dialetti sardi moderni (log. makkíssa, log. sett. makkíša, camp. makkíttsa), con significato sensibilmente mutato (cf. infra, al §6), le occorrenze più antiche sono individuate al principiare del XIV secolo 3 . Già si è anticipato che nella Carta de Logu dell’Arborea (d’ora in avanti = CdLA) si registra il numero di occorrenze di gran lunga più alto del termine; con maggiore precisione, nella versione dello statuto di Eleonora tràdita dal ms. BUC 211 la forma con la quale esso compare più frequentemente è maquicia (con ‹qui› = [ki], secondo l’uso grafico di provenienza catalana ben diffuso nel codice), 1 D’ora in avanti citeremo la voce – come già nel titolo – nella forma recenziore maquicia giac- ché, si avrà modo di precisare, questa è la veste grafica con cui essa ricorre più di frequente nella Carta de Logu dell’Arborea, il testo ove si conta la grande maggioranza delle sue occorrenze. 2 Paulis 1997: 89-105 (cap. VII: La machizia nel diritto della Sardegna medioevale e moderna). 3 Paulis 1997: 90 segnala la presenza del termine nei seguenti documenti: il Liber Fondachi (1317-19, in latino), un’ordinanza di Alfonso il Benigno rivolta al podestà di Sassari (26 gennaio 1328, in latino), lo Statuto di Castelsardo o Castelgenovese (1334-36, in sardo), una sentenza, in tribunale di corona, pronunciata da Bertrand de Vall (22 dicembre 1346, in latino), una carta di concessioni e privilegi data da Mariano di Arborea (16 agosto 1353, in sardo), un atto di sotto- missione al Comune di Genova dei rappresentanti di Alghero (febbraio 1353, in latino), il doc. n. 65 del Codex Diplomaticus Ecclesiensis (1 febbraio 1355, in latino), il Parlamento di Pietro IV di Aragona (marzo 1355, in catalano), un atto di vendita in feudo di alcune ville da parte di Pie- tro IV di Aragona (8 maggio 1355, in latino), un documento contenente una denuncia di Pasquale Company (2 giugno 1363, in catalano), la Carta de Logu dell’Arborea (fine degli anni Ottanta- primissimi anni Novanta del Trecento, in sardo), gli Statuti sassaresi (in capitoli del II libro, ascri- vibili al XV sec., in sardo), il Parlamento di Alfonso il Magnanimo (febbraio 1421, in catalano), il Registro di San Pietro di Sorres (atti del 1446-47, in sardo).