ISSN 2532-6619 - 1 - N. 2/2018 Le continuità profonde nel costituzionalismo dell’Europa centrale: ragionando su un’opera memorialistica di Sándor Márai * Giacomo Delledonne Nella discussione sulle crisi che hanno caratterizzato la vita costituzionale di diversi ordinamenti dell’Europa centro-orientale – e sui riflessi di queste sull’ordinamento sovranazionale dell’Unione europea – svolge un ruolo predominante la constatazione di un appannamento di quel consenso costituzionale europeo che iniziò a prendere forma dopo la fine dei regimi comunisti. Si vuole dire, cioè, che queste crisi – a loro volta strettamente intrecciate con una più vasta crisi del processo d’integrazione europea 1 – sono state collocate sullo sfondo di un disagio nei confronti della democrazia liberale che è subentrato al diffuso ottimismo del decennio immediatamente successivo alla fine della guerra fredda. Può essere utile, tuttavia, ragionare sulle specificità dei singoli casi nazionali – e in particolare di quello ungherese – calandoli in una prospettiva di lungo periodo. Si fa riferimento a presunti caratteri specifici del costituzionalismo in quei paesi, ma anche al modo in cui il passato condiziona le vicende istituzionali attuali 2 . Il passato riaffiora, in primo luogo, in relazione al problema dell’istituzionalizzazione della memoria 3 : in quella regione d’Europa questa assume spesso un carattere altamente problematico. Nel caso dell’Ungheria, ne offrono un esempio le discussioni sugli anni della * Lo scritto non è stato sottoposto a referaggio. 1 Si fa qui riferimento all’impostazione di A.J. Menéndez, The Existential Crisis of the European Union, in German Law Journal, 2013, p. 453 ss. 2 Ne ha scritto di recente M. Monti, La controversia sui campi di sterminio “polacchi” e la legge del primo febbraio 2018: fra costruzione della verità e protezione della reputazione della Repubblica di Polonia, in Diritti comparati, 12 febbraio 2018, su www.diritticomparati.it. 3 Come definita da A. Mastromarino, Stato e Memoria. Studio di diritto comparato, Milano, 2018, p. 63 ss.; v. inoltre A. Buratti, L’uso della storia nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, in Riv. AIC, n. 2/2012, p. 1, su www.rivistaaic.it.