Prisma Economia Società Lavoro, anno V, n. 3, 2014 Le questioni generali SFERA PUBBLICA, CONFLITTO AMBIENTALE E TRANSIZIONE ENERGETICA di Ivano Scotti Abstract La transizione energetica sostenibile è uno dei temi maggiormente discussi a li- vello internazionale. In questo dibattito alcuni studi hanno enfatizzato il ruolo della società civile quale promotrice del mutamento, tuttavia, la presenza di conflitti ambientali locali contro gli impianti rinnovabili è un aspetto controverso meno approfondito nella discussione della transizione energetica. L'analisi di questi conflitti potrebbe però consentire di approfondire l'intercon- nessione esistente tra le dimensioni politiche, socio-culturali e territoriali coinvolte nel complesso ed incerto processo di transizione. In questo articolo si intende offri- re un contributo a tale discussione utilizzando i concetti chiave della prospettiva analitica habermasiana. L’ipotesi che si avanza è che i conflitti ambientali locali permettono di aprire un contenzioso discorsivo nella sfera pubblica locale in cui la società civile può promuove alternative ai consolidati percorsi di transizione sostenibile. Analizzando la disputa relativa alla realizzazione di un grande impianto solare termodinamico in Basilicata, l’articolo intende ricostruire i contenuti e la forma dei discorsi pubblici che lo hanno strutturato. Introduzione La crisi del sistema energetico coinvolge aspetti ambientali e socio-economici tali da rendere complessa ed incerta la sua soluzione. Se infatti le azioni messe in campo spingono il sistema verso una transizione in cui inedite configurazioni so- cio-tecniche si presentano plausibili (Osti 2008; Walker e Cass, 2007), le opzioni supportate dalle policy non escludono la possibilità di esiti conservativi rispetto agli assetti odierni. Il CCS (carbon capture and storage), ad esempio, consentirebbe di continuare a sfruttare le fonti fossili, tradizionali e non, riducendo il rischio del cambiamento climatico, ma generando fenomeni di lock-in che inibiscono le azioni per il rispar- mio energetico. Gli studi si sono quindi interessati a comprendere le dimensioni che consentono o frenano la transizione (Verbong e Loorback, 2012). In questa