«Passato e presente», a. XXXII (2014), n. 94 Gramsci, Wittgenstein, Sraffa e il prof. Lo Piparo. Fatti e fantasie Giancarlo de Vivo, Nerio Naldi Gramsci, Wittgenstein, Sraffa and prof. Lo Piparo: Facts and iction. In recent years F. Lo Piparo has published two tracts where he has maintained that one or more of Gramsci’s Prison Notebooks have been suppressed soon after his death, or during the following decade. In a third tract, published in 2014, he claims that it was Gramsci who inspired the crucial turn in Ludwig Wittgenstein’s philosophy which led him to the Philosophical Investigations, and that Piero Sraffa (whose inluence Wittgenstein thereby acknowledges) was a merely passive (and unaware) vehicle of Gramsci’s thought. The irst part of this paper illustrates and criticizes the main line of the two earlier pamphlets; it is then shown that the alleged facts on which the thesis on the Gramsci-Wittgenstein relationship is “grounded”, are non-existent. Key words: Piero Sraffa, Antonio Gramsci, Ludwig Wittgenstein Parole chiave: Piero Sraffa, Antonio Gramsci, Ludwig Wittgenstein Con il suo ultimo pamphlet ( Il professor Gramsci e Wittgenstein. Il lin- guaggio e il potere, Donzelli, Roma 2014) Franco Lo Piparo sembra voler chiudere il cerchio che aveva aperto nel lontano 1979 con il volume Lingua, intellettuali, egemonia in Gramsci (Laterza, Roma-Bari). Allora Lo Pipa- ro presentava il pensiero politico di Gramsci come radicato nelle sue rilessio- ni sulla lingua. In un libretto del 2012 ( I due carceri di Gramsci. La prigione fascista e il labirinto comunista, Donzelli, Roma) si proponeva poi di mostra- re come il politico Gramsci, in carcere, avesse ripudiato il pensiero marxista e il fronte comunista per aderire, in un quaderno perduto e sconosciuto a tut- ti (Lo Piparo incluso), all’ideologia liberale. Nel 2013 ( L’enigma del quaderno. La caccia ai manoscritti dopo la morte di Gramsci, Donzelli, Roma) passa- va ad accusare Piero Sraffa di aver sottratto quel quaderno. Inine, nel volu- metto pubblicato pochi mesi fa, Lo Piparo sostiene che l’impegno politico di Gramsci durò solo per un breve periodo della sua vita (dal 1919 al 1926) e che, dopo il suo arresto, i suoi interessi divennero meramente accademici: il capo del partito comunista svanisce e il suo posto è preso dal «professor Gramsci».