L’autografo della notte: Bruno Schulz e l’intertestualit` a iconica Silvia Burini eSamizdat  (V) , pp. - In ogni scrittore si nasconde il prurito del disegno. A. Remizov C OME ebbe a dire Angelo Maria Ripellino, in un celebre saggio: “` e ormai consuetudine avvicinare in una triade i nomi di Bruno Schulz, Stanislaw Wi- tkiewicz e Witold Gombrowicz, tre moschettieri del- la moderna letteratura polacca, [. . . ] tre bislacchi sui margini. . . ” 1 . Senza dubbio erano amici, ma erano an- che inseriti in un circuito di influssi reciproci e motivi comuni e condividevano una strutturale vicinanza crea- tiva, affascinati in modo profondo dal legame tra la pa- rola e l’immagine. Per di pi` u, Schulz e Witkiewicz, ma non dimentichiamo prima Wyspia´ nski e poi Mro˙ zek, erano artisti-scrittori. Che si tratti di una coincidenza, che si possa parlare di destino o di influsso geografico in fondo ` e irrilevante, resta l’impronta di chi, con la stessa mano, sapeva scrivere e disegnare. ` E stato in molte occasioni sottolineato che non ` e pos- sibile considerare Bruno Schulz solamente come dise- gnatore o solamente come scrittore, come un fatto solo letterario o solo pittorico, ma che ` e necessario veder- lo come testo, anzi come macrotesto, sotto forma di dialogo tra sistemi semiotici diversi. Vorrei provare in questo scritto a suggerire alcuni spunti per un approc- cio comparativo al discorso schulziano, poich´ e talvolta affrontare un grande tema da un’angolatura particolare pu` o servire a ridefinire i confini di un campo d’indagine e rimettere in gioco oggetti e problemi, permettendo di lavorare almeno con maggiore curiosit` a. L’opera di Bruno Schulz va inoltre inserita nella fitta rete creativa che da essa si ` e dipanata e si dipana con una capacit` a di suggestione che stimola la creazione di altri artisti, di scrittori e persino di registi, proprio perch´ e, come scrive a proposito Pietro Marchesani riprendendo 1 A.M. Ripellino, “Introduzione”, B. Schulz, Le botteghe color cannella, traduzione di A. Vivanti Salmon, Torino 1991, p. V. una metafora di J. Jarze ¸bski, il battello Schulz continua a navigare per portarci in porti ancora sconosciuti 2 . I. La relazione tra parola e immagine ` e argomento che ha da sempre riscosso un grande interesse, manifestatosi in conferenze, riviste e pubblicazioni. Il rapporto tra la letteratura e le arti visive ha affascinato intere genera- zioni e occupato le menti di letterati e storici dell’arte da Simonide, Orazio, Lessing fino ai pionieristici lavori di Pavel Florenskij, Erwin Panofsky, Ernst Gombrich e Mario Praz. La questione dell’analogia e della rivalit` a tra le arti si ` e incentrata per secoli sull’ut pictura poesis dando origine a un interessante dibattito che si protrae fino ai nostri giorni. L’apparire negli ultimi anni di un significativo nume- ro di pubblicazioni di notevole livello scientifico, col- legate a diverse teorie inerenti all’ambito della compa- razione tra arte e letteratura ha, almeno parzialmente, legittimato l’interesse per un’area di studi da sempre considerata con un certo sospetto. Questo scritto non offre la possibilit` a di dare una panoramica soddisfacentemente ampia degli studi de- dicati alla comparazione tra arti figurative e letteratura, e sarebbe auspicabile una rassegna, inevitabilmente in- completa 3 ; opter` o dunque per la parzialit` a di una visio- 2 Si veda J. Jarze ¸bski, Schulz, Wroclaw 1999, richiamato in P. Marche- sani, “Bruno Schulz, o del navigare”, Bruno Schulz il profeta sommerso, a cura di Idem, Milano 2000, p. 11, volume pubblicato in seguito al convegno, alla mostra e alla rassegna filmica dedicati a Bruno Schulz a Trieste nel novembre 2000. Ringrazio Pietro Marchesani per aver voluto rileggere questo lavoro e per i suoi preziosi consigli. Si veda in proposito anche P. Caneppele, La Repubblica dei sogni. Bruno Schulz, cinema e arti figurative, Gorizia 2004. 3 Nel Novecento ricordiamo: R.W. Lee, Ut pictura Poesis. The humanistic Theory of Painting, New York 1940; J. Hagstrum, The Sister Arts. The Tradition of Literary Pictorialism and English Poetry from Dryden to Gray, Chicago 1958; W. Steiner, Colors of Rethoric. Problema in the Relation between Modern Literature and Painting, Chicago-London 1982 e W.J.T. Mitchell, Picture Theory, Chicago-London 1994. Per una bibliografia pi` u approfondita si veda S. Burini, “Immagini e parole: ipotesi per un confronto”, Parole, immagini, suoni di Russia. Saggi di metodologia della