147 “Medicamenta: una farmacologia fin-de-siècle” RENZO VILLA Riassunto Il trentennio 1880-1910 è caratterizzato in medicina anche da un’accele- razione nell’uso razionale dei farmaci, che determina il superamento della tradizionale materia medica, contribuisce a prime “mode terapeutiche” e determina un mutamento nella professione. Utilizzando come fonti prima- rie le guide, i formulari pratici, i repertori di terapeutica e farmacologia più diffusi in area francese, inglese, italiana e tedesca (da Gilbert-Yvon a Herzen, da Lyon-Loiseau a Manquant, Phillips, Brunton, Martinet, Fiessinger, alle edizioni italiane di “Medicamenta” e diversi altri ancora), concepiti ed editi per il riorientamento e aggiornamento del medico pratico, l’autore analizza sia i medicamenti più diffusi e la loro efficacia, nelle diverse classi dagli ipnotici ai cardiotonici agli analsegici, sia gli interventi proposti nella terapia delle più diffuse malattie, sia la presenza di alcune “mode” esemplari, dagli antiacidi gastrici alla lecitina ai composti ferrosi allo ioduro di potassio, ai medicamen- ti opoterapici. L’efficacia di numerose terapie (in realtà e in buona sostanza insuperata nel secolo successivo) sorregge e condiziona quell’”invenzione della salute” che certamente domina quella che fu, anche per altri versi, “la belle époque”. La crescita esponenziale dei progetti terapeutici dall’elettrote- rapia alla cinesiterapia, idroterapia, cromoterapia ecc. ecc. è quindi meglio spiegata e articolata in base a preparati, dosaggi, azioni di una terapeutica razionale che costituisce il solido bagaglio del medico a cavallo fra i due secoli. Erwin Ackercknecht osservava quarant’anni fa che la storia medica che leggiamo e scriviamo oggi è basata essenzialmente sugli scritti di una élite di me- dici 1 . Criticava l’attitudine, piuttosto evidente nella storiografia tradizionale, a privilegiare una sorta di ricostruzione “ideale” delle scoperte senza preoccuparsi di quanto e quando transitassero nella pratica quotidiana. Ma soprattutto sottolineava come fosse necessaria un’attenzione speciale per le terapie, le loro effettive applicazioni e la reale efficacia dei rimedi, sovente da connettere al perdurare di forme curative tradizionali. L’osservazione restava valida pur dopo 1 Ackercknecht, 1967, p. 211.