20 NUOVA S E M U La città di Sofia (Bulgaria), antico abitato di fonda- zione tracia, è stata un importante centro romanizzato. Dal punto di vista archeologico conserva con evidenza tali vestigia in almeno tre punti del centro monumenta- le-turistico, pertinenti alla fase urbana dell’età imperia- le e alla necropoli tardo-romana, e rispettivamente di- slocate: nell’area prossima alla fermata “Serdica” della me- tropolitana, nei pressi della basilica della Rotonda, sot- to la chiesa di Santa Sofia. Dal punto di vista museolo- gico la storia della città antica e delle province imperiali in cui ri- cadeva la Bulgaria è presentata in due luoghi a tema storico-archeo- logico: il Museo Storico e il Museo Archeologico, oltre ai quali è pos- sibile ricercare documenti anche in altre istituzioni museali 1 . Questo articolo vuole ripercorrere sinteti- camente l’archeologia urbana di Sofia, seguendone le emergenze fruibili attraverso le aree archeolo- giche musealizzate e le collezioni dei due musei citati. Sofia è il nome legato al termi- ne greco sophía (conoscenza) che la città prese nel 1376 a opera dei bizantini, dal titolo della basilica omonima. In età neolitica (6000 a.C) sorse un villaggio nell’area dell’odierno quartiere di Slatina, in prossimità delle ricche falde idriche presenti nella Valle di Sofia, illustrato nella sala I del Museo di Storia di Sofia. Intorno al 1000 a.C., come te- stimoniano le fonti (Enciclopedia dell’Arte Antica, s.v. Serdica), l’abitato, denominato Ser- dica (ovvero: Sardica, Serdonpolis), fu popolato dai Ser- di o Sardi e fu incluso nel 45 d.C. nella Tracia romana diventando in seguito la principale città della Dacia traianea (primo decennio del II secolo d.C.). Quest’area dell’Europa prossima al Mar Nero, dove erano state fon- date città greche e romane tra cui Apollonia Pontica, Mar- cianopoli, Oescus, fu oggetto della provincializzazione romana (Tracia, Dacia, Moesia) 2 a partire dal I secolo d.C. (la Macedonia era stata creata nel 148 a.C.). Aree archeologiche musealizzate L’area nei pressi della fermata della metropolitana “Serdica” Dei tre siti archeologici che documentano la situazione urbanistica della Serdica romana, citati nel paragrafo in- troduttivo (la città ne offre altri, meno vasti ed evidenziati dal punto di vista urbanistico e tu- ristico), l’area di maggior interesse sotto il profilo conservativo e frui- tivo è quella situata nei pressi del- la fermata della metropolitana de- nominata “Serdica”, punto di snodo viario. I resti, scoperti e restaurati du- rante la costruzione della seconda fase della rete suburbana (2010), sono visitabili per la maggior parte all’aperto, mentre qualche lacerto di scavi occupa spazi interni alla stazione metropolitana. Di questi, al- cuni mostrano direttamente le emer- genze, senza elementi di separa- zione, altri sono invece visibili dall’esterno tramite grandi copertu- re curvilinee in plexiglas urbanisti- camente ben integrate, poste sul piano di calpestio stradale, in forma di grandi teche trasparenti sotto le quali è possibile scrutare le tracce dell’antichità cittadina. Il complesso archeologico di Serdica, percorribile al suo interno dal visitatore, presenta i resti di ot- to strade, una basilica paleocristiana, sei ampi edifici, sor- genti (con relativi condotti) di acqua minerale, una chie- sa medievale. Il livello archeologico in questione si tro- va a qualche metro sotto il livello stradale moderno, all’altezza dell’ingresso della metropolitana, e copre all’in- circa 9000 mq di resti. L’intervento di musealizzazione ha messo in rilievo tratti significativi della topografia della città romana (cronologia I-VI secolo d.C.), la cui parte aper- Archeologia della città di Serdica, Bulgaria Giuliana Maria Magno Una delle aree archeologiche di Serdica. (Foto G.M. Magno)