156 In conclusione al testo, gli autori, pur sottolineando la indubbia etero- geneità della ricerca di Foucault, tentano di individuare un filo con- duttore, un nesso che riconoscono proprio nella centralità dell’espe- rienza e della libertà. Quest’ultimo concetto, dalla libertà dionisiaca della follia degli anni sessanta, che guardava il mondo da un fuori irri- ducibile, si trasformerebbe comple- tamente nelle ultime opere di Fou- cault, diventando la capacità di in- tervenire e agire nel mondo, di darsi dei limiti e di lavorare su se stessi, di eternare l’attimo e valorizzare il presente, trasformazione ed elabo- razione che tuttavia gli autori riten- gono non completamente definita a causa della morte prematura del filosofo (p. 307). MANLIO IOFRIDA, DIEGO MELEGARI, Foucault, Carocci, Roma 2017 (prima ristampa: 2018), pp. 335, € 24 Sulla filosofia politica di Honneth Marco Solinas marco.solinas@santannapisa.it «Uno dei maggiori limiti di cui soffre la filosofia politica del tempo è lo sganciamento dall’analisi della società e quindi la fissazione su principi puramente normativi», un deficit che Axel Honneth mira a superare ponendosi il non facile compito di «sviluppare una teoria della giustizia come analisi della società». Non si tratta, quindi, di ricucire lo strappo tra analisi sociale e normatività ‘avvicinando’ i due poli; si mira piuttosto, più ambizio- samente, a sovrapporre l’uno all’al- tro, ricostruendo la dimensione nor- mativa da una prospettiva imma- nentista. È questo l’obiettivo a cui è consacrato il corposo volume intito- lato Il diritto della libertà. Linea- menti per un’eticità democratica, uscito per Suhrkamp nel 2011, e pubblicato da Codice nel 2015, con l’ottima traduzione di Carlo San- drelli e la bella prefazione di Gu- stavo Zagrebelsky, che ne offre una originale interpretazione. Certo fin da Lotta per il riconoscimento (del 1992), sottotitolato non a caso La grammatica morale dei conflitti sociali, Honneth si era adoperato per trasporre la dimensione etico- morale sul piano dell’analisi delle lotte sociali, anche di quelle redi- stributive. In Il diritto della libertà, tuttavia, come preannunciato in Il dolore dell’indeterminato. Un’at- tualizzazione della filosofia politica di Hegel (del 2001), la svolta neo- hegeliana impressa alla teoria cri- tica tedesca viene radicalizzata, co- me ben si evince, in negativo, dalla critica rivolta all’orientamento kan- tiano di Habermas (e di Rawls). Honneth rimarca infatti che negli approcci proceduralisti i principi normativi «vengono per lo più delineati in modo avulso dall’eticità di pratiche e istituzioni determinate, per poi essere “applicati” solo in un