Mobbing criticità, e norme da rifare A cura della Criminologa Investigativa Laura Crapanzano Tutti sappiamo cosa è questo fenomeno, e qui non mi dilungo a parlare… io lo chiamo bullismo criminale dell’età adulta .. e quindi non più sui banchi di scuola… ma si trasferisce nei luoghi di lavoro. Cosa è stato fatto in questi anni ?? la risposta è NULLA… completamente nulla… Per arginare il fenomeno che esiste, ma non viene denunciato, semplicemente perché non c’è nessuna tutela per il dipendente, e anzi, ha l’obbligo dell’onere della prova. L'art. 21 della Legge n. 183/2010 aveva istituito il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni …. Il suo scopo era 1. assicurare, nell'ambito del lavoro pubblico, parità e pari opportunità di genere, rafforzando la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici 2. garantire l'assenza di qualunque forma di violenza morale o psicologica e di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all'età, all'orientamento sessuale, alla razza, all'origine etnica, alla disabilità, alla religione e alla lingua 3. favorire l'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, migliorando l'efficienza delle prestazioni lavorative, anche attraverso la realizzazione di un ambiente di lavoro caratterizzato dal contrasto di qualsiasi forma di discriminazione. Un FALLIMENTO completo… perche l’istituzione di questo famoso CUG, formato da dirigenti e colleghi… quei dirigenti che magari stanno mobbizzando, o che coprono i colleghi che lo stanno facendo.. e quindi andare a denunciare il fatto all’interno dell’azienda sarebbe stato controproducente, oltre che vessatorio e umiliante… e non si sarebbe risolto assolutamente nulla. Non esiste una legge formale in cui si parla di mobbing, ma solo giurisprudenza, ossia sentenze, la prima sentenza che ha accolto il termine mobbing nel lessico giurisprudenziale, è una pronuncia emessa dal Tribunale di Torino nel 1999. Il caso esaminato dalla Corte Torinese riguarda una lavoratrice dipendente che aveva richiesto il risarcimento del danno biologico (crisi depressiva) subito a causa delle condizioni di lavoro gravose e dalle continue e mirate vessazioni e umiliazioni da parte del capo reparto. Infatti, l'attrice era stata costretta a lavorare ad una macchina entro uno spazio angusto e chiuso tra cassoni e macchinari, e isolata dai colleghi. Cosa può fare un dipendente che è costretto da colleghi in via trasversale e paritaria, o dal diretto superiore c.d. Bossing, per tutelarsi? nel nostro ordinamento esistono diverse norme, costituzionali e civilistiche che, permettono di difendersi dai comportamenti persecutori che avvengono in ambito lavorativo. La nostra Costituzione riconosce la tutela della salute come diritto fondamentale dell’uomo; prevede la tutela del lavoro in tutte le sue forme.