Nella sezione ‘Nomina ferarum’ del Glossario di Ælfric 1 si incontra una voce degna di nota, non solo per la resa in volgare, priva di confronti negli altri glos- sari anglosassoni, “Testudo se þe hæfð hus” (Ægl. n. 653), 2 ma, anche, per il par- ticolare rapporto tra lemma e interpretamentum che trova un confronto in una voce del Glossario di Anversa e Londra: “Testudo . gehused snægl” (AntLgl. n. 537). 3 Non si tratta, in entrambi i casi, di interpretazioni riprese dalle Etymologiae di Isidoro di Siviglia da cui i due glossari traggono molto del materiale che con- dividono. 4 Le due rese in volgare, dove si menziona la casa che l’animale porta con sé, sono alquanto lontane dalla spiegazione isidoriana: “Testudo dictus, eo quod tegmine testae sit adopertus in camerae modum” (Etym. XII.vi.56) (la te- stuggine [= testudo] è detta così perché è protetta dalla copertura di un guscio [= testa] simile a una volta). 5 Piuttosto che attingere dalle Etymologiae, Ælfric potrebbe aver voluto ricor- dare ai suoi discepoli l’indovinello popolare in cui si chiede: “Chi è l’animale che porta la propria casa sul dorso?”; la risposta più comune è ‘lumaca’, ma il para- dosso proposto era già presente nella favola esopica ‘La tartaruga e Zeus’. Ri- cordando la favola e trascinato dall’entusiasmo di proporre ai suoi discepoli un altro cimento, Ælfric e, come lui, il compilatore del Glossario di Anversa e Lon- Patrizia Lendinara “TESTUDO SE ÞE HÆFÐ HUS”: LA ‘PORTACASA’ DI ÆLFRIC 1 Vd. Lendinara 2012. Le sette sezioni in cui si articola il Glossario sono precedute da una breve sezione, priva di titolo, che funge da prologo, dove si elencano gli elementi dell’uni- verso. Le altre sezioni, provviste ognuna di una intestazione, sono dedicate alle membra del corpo e ai membri della società e della famiglia, agli uccelli, ai pesci, agli animali terrestri, alle piante, agli alberi e, infine, alle parti della casa, attrezzi e oggetti vari. 2 Zupitza 1880, 310,4-5; d’ora in poi Ægl. 3 Porter 2011, 60; d’ora in poi AntLgl. 4 Si tratta di circa metà dei lemmi del Glossario, secondo la stima di Lazzari 2007, 63-93. L’influsso isidoriano si esercita non solo sulla scelta dei lemmi, ma anche sul contenuto e sulla struttura degli interpretamenta. È opinione diffusa che Ælfric e i compilatori di altri glossari abbiano usato una epitome dell’enciclopedia isidoriana in circolazione in Inghilterra già nel VII secolo: vd. Porter 2011b. 5 Lindsay 1911; tutte le traduzioni, quando non esplicitamente indicato, sono mie.