109 INSULA FULCHERIA Giuliana Albini L’arte effmera: processioni e apparati scenici a Crema alla fne del Quattrocento Crema, inserita dalla metà del Quattrocento nel dominio veneziano, dimostra, sul fnire del secolo, una notevole vitalità economica, politica e militare, e, insieme, culturale e artistica, tanto che si può parlare di “Rinascimento cremasco”. Il saggio intende porre l’accento su un aspetto della vita sociale cremasca, già oggetto di attenzione per le maggiori città italiane, in particolare per le sedi di corti regie e principesche: l’organizzazione di manifestazioni (cortei, processioni, tornei, trionf) che accompagnavano e celebravano momenti particolari, quali fondazioni, ricorrenze, feste. In tali occasioni venivano esibiti stendardi, baldacchini, abiti, ornamenti, ma non solo. Spesso si dava vita a veri e propri “spettacoli” e sflate, con l’esibizione di carri, animali fnti, attrezzature sceniche e machine. Sebbene effmeri, tali manufatti richiedevano una progetta- zione complessa (tanto che si ha la testimonianza, per altre città, di interventi di grandi artisti, quali Leonardo e Bramante), investimenti economici e, insieme, il lavoro di maestranze in grado di realizzarli. Così accade a Crema per le fon- dazioni della chiesa/santuario di Santa Maria della Croce e del Monte di Pietà, eventi che coinvolgono l’intera cittadinanza, mettendo anche in mostra la volontà di alcune famiglie eminenti di utilizzare tali occasioni come strumento di esibizione di ricchezza e di potere. Processioni e cortei (così come descritti in modo assai attento e puntuale da cronisti coevi) attestano come Crema fosse partecipe, anche in questo contesto, di un clima culturale e di stili di vita diffusi nei maggiori centri rinascimentali.