I culti agrari e naturalistici greci conservano sopravvivenze del fondo preellenico. Questo tipo di culti erano fondamentali perché il destino di una società dipendeva dalla prosperità della loro agricoltura. Zeus era il signore del tempo. La folgore, suo attributo, era il simbolo sacro per eccellenza. Quando il fulmine cadeva al suolo, il punto di contatto sul terreno restava "carico" di influsso divino, per gli antichi: diventava un "Abaton", un luogo al quale era proibito l'accesso; chiunque varcava quella soglia rischiava la vita. Se un fulmine colpiva una persona, se la persona sopravviveva diventava un eletto; se moriva doveva essere sepolto sul posto e venerato come un eroe (1). Il termine "Enelysia", che indicava i luoghi colpiti dai fulmini, era affine al termine dei Campi Elisi. Il culto del fulmine era precedente a quello di Zeus. Lo stesso termine "enelysia" è preellenico. L'Arcadia venerava i Lampi, i Temporali, i Tuoni come tali (2) Mantinea conosceva uno Zeus-Folgore, eredità di un dio-folgore, 1