166 Note di restauro E se 15.000 visite al mese vi sembran poche... Il sito web dell’Opificio delle Pietre Dure e il web 2.0 Giancarlo Buzzanca Premesse Trattare di statistiche sull’utilizzo dei siti delle istitu- zioni attive nel mondo dei beni culturali sembra doversi collocare quasi nell’alveo delle eresie. Sussiste una sorta di complesso di inferiorità che nasce dal vedere primeggiare siti di ben altra utilità 1 e spessore che raccolgono, facendone opportuna pubblicità, numeri incredibili di utenti. Questi siti si confronta- no con realtà di nicchia dove al valore quantitativo si sostituisce, più correttamente, quello qualitativo. In questo panorama capita poi spesso di leggere dati esatti, utilizzati, però, in maniera del tutto impropria. I contatti, ad esempio, vengono spesso equiparati ai visitatori mentre in realtà esprimono il numero di transazioni tra server e browser. Così accade che una pagina ricca di immagini (con JavaScript attivi e uno o più fogli di stile che ne regolano la visualizzazione e che, pertanto, produce qualche decina di transazioni server/browser), venga descritta come una pagina sul- la quale sono stati attivi qualche decina di utenti, confondendo “transazioni” con “utenti”. I numeri, quelli veri, spesso descrivono situazioni più modeste. I visitatori di un piccolo museo (quale per l’appunto quello dell’OPD) o gli utenti di un Archivio di Stato saranno sempre molto pochi rispetto a quelli che una mostra intensamente propagandata è capace di racco- gliere, ma all’interno di questi piccoli numeri si collo- cano situazioni di particolare importanza. Parlare di 500 visitatori in media giornaliera sul sito dell’OPD o, per l’appunto, di 15.000 visite al mese, giustifica una sorta di vanità personale e istituzionale. Ancor più, questo dato spinge alla comprensione di quali siano i numeri davvero in campo, cosa significhino e quali indicazioni operative siano in grado di trasmettere. Trattare di statistiche e analizzare il trend dei visitato- ri, delle pagine visualizzate, degli accessi ai canali You- Tube o alla pagina Facebook, diviene importante ele- mento di studio e fondamentale strumento di analisi e programmazione. È opportuno che questi strumen- ti siano condivisi anche per rendere chiaro all’utente che cosa stia visitando e quali siano i contenuti veico- lati dal sito, oltre agli aspetti più strettamente tecnici sui quali, ugualmente, sarebbe estremamente interes- sante soffermarsi. Precedenti Il sito dell’OPD è stato ‘riaperto al pubblico’ il giorno 1 febbraio 2008 completamente rinnovato dopo una lunga fase di gestazione. Il sito era presente on line in una versione presto invecchiata e non più aggiornata a partire dal 2001. Oltre al contenuto e alla tecnolo- gia di sviluppo 2 delle pagine, a cambiare è stata anche l’URL attraverso cui il sito veniva raggiunto: nella ver- sione originaria era http://www.opificio.arti.benicultu- rali.it, mentre nella versione nuova si modificavain http://www.opificiodellepietredure.it e anche, alcuni mesi dopo, in http://www. opificiodellepietredu- re.beniculturali.it, aggiungendo, secondo le direttive del MiBAC, il dominio di secondo livello “benicultu- rali”. Oltre a questi domini ne sono stati registrati anche altri al fine di consentire la raggiungibilità del sito in ogni caso. Prima del trasferimento della gestione tecnica all’in- terno dell’OPD (avvenuta nel novembre 2008), era la società Parallelo di Firenze a curare l’immissione di informazioni e la messa a punto e la gestione della struttura del sito, mentre la cura redazionale era affi- data a Cecilia Frosinini. Tra il mese di febbraio 2008 e la metà del mese di aprile 2009, il sito è stato ospi- tato dal server della Direzione Regionale Toscana mentre la cura del server e la gestione tecnica dello stesso sono rimaste in carico alla società Parallelo. Solo a partire dal 15 aprile 2009 il sito è migrato defi- nitivamente sul server del MiBAC con innegabili van- taggi dal punto di vista della gestione, dell’assistenza sistemistica e della qualità della connessione.