Fausto Montana Per il testo della redazione A (non alfabetica) delle Lexeis di Erodoto Le due redazioni delle Lexeis erodotee note per tradizione medievale hanno in comune la gran parte del contenuto, ma caratteri sensibilmente diversi. La reda- zione di base (A) segue un criterio glossografico non alfabetico, dunque pre- senta le glosse secondo l’ordine in cui esse compaiono nelle Storie. L’altra (B) ha andamento alfabetico secondo la prima iniziale, è dimostrato che è stata redatta a partire dalla redazione A e presenta non poche differenze e aggiunte rispetto ad essa. In questo contributo, dopo alcune brevi considerazioni preliminari sul problema dell’origine delle Lexeis e sui rapporti fra le due redazioni e fra queste e gli scoli a Erodoto (§ 1), mi occuperò della tradizione testuale della redazione non alfabetica: mostrerò che, benché ripetutamente edita, essa richiede ulteriori attenzioni filologiche e rinnovate cure ecdotiche (§ 2); proporrò alcuni contributi sui rapporti fra i quattro testimoni manoscritti conosciuti (§ 3); e, infine, fornirò i risultati di una nuova collazione di questi quattro testimoni (§ 4). 1 Qualche considerazione su genesi e fortuna Data e paternità delle Lexeis sono ignote. I pochi riscontri possibili portano a esclu- dere che esse abbiano a che fare in alcun modo con la Ἐξήγησις τῶν Ἡροδότου γλωσσῶν composta forse all’inizio dell’era cristiana da un certo Apollonio, citato nell’Etymologicum di Orione e nell’Etymologicum Magnum.1 Alla tesi che ritiene le Lexeis estrapolate da un commentario risalente a un’epoca in cui il testo di Erodoto non era provvisto di spiriti e accenti2 è stata opposta l’idea che esse siano invece un prodotto compilatorio di età bizantina, da situare grosso modo fra la 1 Or. Et. s.vv. πρόκροσσοι, 134, 34‒35 Sturz (Ἀ. ἐν ἐξηγήσει γλωσσῶν) e ὡρολογεῖον, 170, 27‒28 Sturz (Ἀ. ἐν Γλώσσαις Ἡροδότου); Et.M. s.vv. κωφός, 552, 5‒6 Gaisford (Ἀ. ἐν ταῖς γλώσσαις Ἡροδότου) e σοφιστής, 722, 22‒23 Gaisford (Ἀ. ἐν ἐξηγήσει τῶν Ἡροδότου γλωσσῶν). A parere di Jacoby, 1913, 514, questo Apollonio “nicht Dyskolos ist, wie Stein [1871, 482] glaubte, aber vielleicht identisch mit dem Verfasser des Homerlexicons, Ἀπολλώνιος Ἀρχιβίου saec. I n. Chr.”, citato da Esichio all’inizio della sua epistola a Eulogio premessa al Lessico. Invece Cohn, 1895, si dichiarava aporetico sulla cronologia di Apollonio. 2 Rosén, 1962, 218. Nell’Egitto del III secolo d.C. circolavano hypomnemata alle Storie, come atte- stato da P.Amh. II 12, frammento del commentario di Aristarco al libro I (più di recente: Montana, 2012; Montanari, 2013, 4‒8; Priestley, 2014, 223‒229), e P.Oxy. LV 4455, frammento di hypomnema al libro V (Montana, 2009; Montanari, 2013, 8‒11). Sulla filologia erodotea antica: Jacoby, 1913, Bereitgestellt von | De Gruyter / TCS Angemeldet Heruntergeladen am | 30.11.15 13:54