La differenza come risorsa. Atti del Workshop 2018 • ISBN 978-88-8305-143-2 • p. 67-84 • DOI Code: 10.1285/i9788883051432p67 Differenza e disuguaglianza nel welfare sociale Federica Rucco Abstract Uno degli intenti dichiarati dei processi di privatizzazione ed esternalizzazione di servizi in corso da trent’anni (anche) nel welfare sociale è quello di ampliare il ventaglio di soluzioni a disposizione dell’utenza, che solo un’offerta di mercato sarebbe in grado di garantire. In questo contributo si sottolinea come questo esito sia stato clamorosamente mancato da soluzioni “di mercato”, finendo per contraddire anche i presupposti normativi che si pongono alla base di scelte di politica sociale di ispirazione neoliberale. 1. Introduzione: come tutelare la differenza nell’offerta di servizi sociali (senza produrre diseguaglianze)? Le tutela di un’offerta pluralistica in ambito di servizi sociali è uno degli argomenti che giustificano politiche di ispirazione neoliberale a favore della mercatizzazione del welfare attraverso privatizzazioni, esternalizzazione dei servizi (ampiamente realizzate nel corso degli ultimi anni) e, più recentemente, il coinvolgimento di attori finanziari nella filiera del finanziamento. Mostreremo come queste scelte di politica economica e sociale, conducono ad esiti opposti a quelli perseguiti, producendo una forte standardizzazione dei servizi oltreché l’ampliamento delle diseguaglianze nelle possibilità di acceso al welfare sociale. Una opportuna modulazione dell’offerta di servizi sulle specifiche esigenza dell’utenza è un obiettivo certamente auspicabile e meritevole di essere perseguito. Ma, come vedremo, perseguire e tutelare il pluralismo nell’offerta di servizi in ambito di welfare sociale non produce distorsioni consistenti nella possibilità di accesso ai servizi da parte dei cittadini solo se è l’attore pubblico a farsi garante di un accesso equo ed egualitario ad un’offerta differenziata. Diversamente, il pluralismo si riduce a velo retorico attraverso cui si giustificano scelte politiche ispirate da ragioni ben diverse. Il tema qui trattato rimanda immediatamente a due paradigmi diversi, tradizionalmente considerati antitetici: la tutela del pluralismo è infatti tipica di impostazioni liberali, fondate sull’individualismo metodologico, in cui il primato del principio della libertà individuale porta a valorizzare ogni differenza, mentre il richiamo alla tutela pubblica dei diritti sociali rimanda a paradigmi egualitaristi, fondati sul comunitarismo, in cui il primato del principio di giustizia invita a perseguire un trattamento eguale per tutti i membri della società, talvolta