Macro Area: situazione politico militare post I guerra mondiale L’attività delle organizzazioni paramilitari e il loro ruolo politico Il ruolo delle organizzazioni paramilitari greche nel progetto della Megali Idea di Timothy Dissegna, studente del CdL in Scienze Internazionali e Diplomatiche dell’Università degli Studi di Trieste - sede di Gorizia Corso di Storia dell’Europa Orientale La conclusione delle ostilità tra le nazioni partecipanti alla Prima guerra mondiale, avvenuta ufficialmente l’11 novembre 1918 con l’armistizio di Compiègne tra l’Impero tedesco e l’Entente cordiale, non significò anche l’immediato cessazione delle violenze in Europa. Dopo oltre quattro anni di guerra, infatti, in numerose città e regioni del Continente continuavano a registrarsi violenti scontri, portati avanti da organizzazioni paramilitari composte principalmente da ex soldati reduci dal fronte e guidate da ufficiali che non accettavano l’esito per loro disastroso del conflitto. I tumulti si registrarono prevalentemente nei paesi usciti sconfitti dalla guerra, ma non solo, come vedremo nel caso della Grecia. Innanzitutto, bisogna definire queste strutture: con “organizzazioni paramilitari” intendiamo “military or quasi-military organizations and practices that either expanded or replaced the activities of conventional military formations” . Le loro attività comprendevano la violenza 1 rivoluzionaria e contro-rivoluzionaria commessa in nome di ideologie e violenza etnica, legata alla fondazione di nuovi stati nazionali o di gruppi di minoranza che si opponevano a questo processo. Questi gruppi nacquero all’indomani della conclusione della Grande Guerra, specialmente negli Stati sconfitti, provati dalla crisi economica e alimentare scatenatasi nelle ultime fasi del conflitto, per rivendicare le ambizioni di indipendenza o autonomia delle diverse minoranze che - come nel caso dell’Impero Austro-Ungarico - erano state soffocate nella repressione dal potere centrale. Dopo essersi infiammati nel 1848 e nei successivi decenni tra il XIX e XX secolo, le rivendicazioni delle diverse popolazioni che vivevano sotto un unica corona o governo trovarono infatti nuova linfa sui fronti europei, alimentata dall’ideale di autodeterminazione dei popoli proposto dal Presidente degli USA, Woodrow Wilson. La partecipazione di formazioni paramilitari ai processi di lotta nazionale non sono nuovi nella Storia, come mostra il caso della stessa Grecia nella guerra greco-turca scoppiata nel 1821 e 2 terminata nove anni più tardi, con la conseguente indipendenza di Atene. Nel primo dopoguerra, ciò accadde in Irlanda dal gennaio 1919 al luglio del ’21 con la guerra civile che vide contrapposti l’Irish Republican Army (IRA) e l’esercito inglese per l’indipendenza dell’Isola Verde, il cui conflitto proseguì nei decenni successivi. Nell’Est Europa, invece, le violenze furono perpetrate direttamente contro i civili, come nel caso della guerra tra Polonia e Ucraina e tra Polonia e Lituania Gerwarth, R., & Horne, J. (2011). Vectors of Violence: Paramilitarism in Europe after the Great War, 1917–1923. The Journal of 1 Modern History, 83(3), p. 490. doi:10.1086/660364 Sammartino, A. Paramilitary Violence (Version 1.1), 1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War, ed. by 2 Ute Daniel, Peter Gatrell, Oliver Janz, Heather Jones, Jennifer Keene, Alan Kramer, and Bill Nasson, issued by Freie Universität Berlin, Berlin 2017-02-01. doi: 10.15463/ie1418.10398/1.1. 1