— 141 — STUDI CULTURALI - ANNO VII, N. 1, APRILE 2010 Fantasie di bianchezza nell’Australia federale di Gaia Giuliani TUTTI I COLORI DEL BIANCO 1. Introduzione All’alba del ventesimo secolo l’Australia veniva a costituirsi in nazione indipen- dente, e da colonia si trasformava in federazione interna al Commonwealth britannico. Il processo di creazione dello stato indipendente si colloca in una fase storica che si estende dagli ultimi decenni del XIX secolo ai primi trent’anni del XX ed è caratterizzato dal tentativo di articolare la definizione delle caratte- ristiche del soggetto politico nazionale mediante una precisa «raziologia» (Gilroy 2000) derivante sia dal consolidato impianto teorico che aveva informato le race relations imperiali, sia dalle necessità contingenti relative al preciso contesto australiano, inteso sia come «colonia di popolamento» (settler colony) sia come terra d’approdo di migrazioni transcontinentali. A coadiuvare una definizione del soggetto politico (l’individuo, il popolo, la nazione) su base razziale vennero la riorganizzazione e il rafforzamento di quelle narrazioni raziologiche operate dalla diffusione in contesto australiano di due correnti teoriche estremamente influenti in madrepatria e negli Stati Uniti, il darwinismo sociale e l’eugenetica. La riformulazione degli stereotipi razziali precedenti, sia che essa fosse in termini di teorie sull’influenza dei fattori ambientali sulla differenziazione razziale, sia che fosse in termini ereditari, incorporò una ridefinizione del concetto di bianchezza che ne riarticolava, in senso restrittivo, l’intima essenza e che si traduceva, in Europa così come in quelle che erano o erano state settler colonies, in processi di selezione e disciplinamento della cittadinanza. In Australia, l’ipostatizzazione delle caratteristiche fenotipiche e/o biologiche e, conseguentemente, culturali e storiche, del soggetto sovrano fu alla base della sistematizzazione de jure et de facto (su base scientifico-biologica) sia dell’eliminazione fisica e simbolica delle popolazioni aborigene, sia delle misure atte a frenare e disciplinare l’im- migrazione delle popolazioni del Sudovest asiatico (il cosiddetto yellow peril, per utilizzare una terminologia assai diffusa al tempo) e delle popolazioni not (so) white (non così bianche o non abbastanza bianche) provenienti dal Me- diterraneo.