Universa. Recensioni di filosofia - Volume 7, n. 2 (2018) 18 Alain Badiou, Le Séminaire. Lacan. L’antiphilosophie 3 (1994-1995), Texte établi par Véronique Pineau, Fayard, Paris 2013, pp. 288, € 18.00, ISBN 9782213672472 Marco Ferrari, Università degli Studi di Padova “Faitez comme moi, ne m’imitez pas”. Fate come me, non imitatemi. Sembra che Lacan fosse solito ribadirlo continuamente ai suoi allievi, probabilmente conscio del fatto di avere in carico un certo discorso della psicoanalisi e, al contempo, dei rischi che l’assimilazione di tale discorso alla sua persona o, più ampiamente, l’identificazione con essa, avrebbe potuto portare con sé. Un ammonimento, per molti versi, profetico, se si volge lo sguardo alla tortuosa storia del lacanismo, dove, al di là dei proclami, la questione dell’eredità di Lacan, più che promuovere un atteggiamento che si facesse carico della necessità di produrre una ricezione dell’insegnamento di quest’ultimo che non sfociasse in una sua imitazione, si è misurata costantemente con il rischio di generare un’identificazione transferale con la sua parola, finanche con la sua persona. Alain Badiou, che si è sempre proclamato un allievo di Lacan – o, quantomeno, che ha sempre riconosciuto in lui la figura di un maestro –, sembra essere rimasto immune a tutto questo, preferendo fare come Lacan e, dunque, evitare di imitarlo. Da un lato, infatti, egli non ha mai nascosto – e continua a non nascondere – i suoi debiti verso lo psicoanalista francese, tali da rendere il suo pensiero quasi impermeabile a chi non fosse avvertito quantomeno dei problemi che l’insegnamento di Lacan ha reso visibili. In Teoria del soggetto – il suo “primo ‘grande’ libro di filosofia” (A. Badiou, Piccolo pantheon portatile, p.139) – lo definisce “il nostro Hegel” (Id., La teoria del soggetto, p.206), mentre in Conditions si rivolge a lui come “l’educatore di ogni filosofia a venire” (A. Badiou, Conditions, p.196). Più recentemente, si è spinto fino ad attribuirgli l’appellativo di “eroe filosofico” (A. Badiou, É. Roudinesco, Jacques Lacan, passé présent. Dialogue, p.33). Dall’altro, tuttavia, il riconoscimento di tali debiti, nonché le affermazioni ricorrenti di essere “integralmente lacaniano” (p.34) su molte questioni, non esauriscono la specificità del rapporto che il filosofo Badiou intrattiene, da ormai quasi sessant’anni, con lo psicoanalista Lacan. La peculiarità dell’interrogazione che Badiou rivolge