1 [Estratto da C.L. ROSSETTI V., Novissimus Adam. La novità cristiana: figliolanza, comunione, risurrezione. Saggi di antropologia ed escatologia, Lateran University Press, Città del Vaticano 2010; cap. VI, pp. 179-231; già edito come “Millennio e prima risurrezione. Ap 20,1-6 e il destino escatologico dei santi: un’ipotesi esegetica e suo significato teologico”, in Gregorianum 88 (2007) 273-290 (prima parte) e 473-489 (seconda parte)] LA RISURREZIONE DEI SANTI E IL TEMPO INTERMEDIO. Un’ipotesi escatologica alla luce di Ap 20,1-6 1 Vidi anche un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. 2 Afferrò il dragone, il serpente antico - cioè il diavolo, satana e lo incatenò per mille anni; 3 lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò [la porta] sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un pò di tempo. 4 Vidi anche alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il giudizio. ed anche le anime dei decapitati a causa della testimonanza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi (ri)vissero e regnarono con Cristo per mille anni; 5 gli altri morti invece non (ri)vissero fino al compimento dei mille anni. Questa (è) la prima risurrezione. 6 Beato e santo colui che prende parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. INTRODUZIONE Questi soli sei versetti racchiudono due temi, i “mille anni” (con ben cinque occorrenze) e la “prima risurrezione”, che costituiscono un delicatissimo e permanente problema dell’esegesi bi blica e della teologia escatologica 1 . È stato detto che «il millenarismo non fu una setta…, ma un elemento costitutivo della fede cristiana, elemento variamente presente nella mentalità delle prime generazioni cristiane in aree geografiche estese» 2 . Sono note al riguardo le due classiche interpretazioni fornite dalla tradizione cristiana 3 : da una parte l’approccio letterale, «millenaristico» (Giustino, Ireneo, Tertulliano…); dall’altra, la lettura più spirituale, «ecclesiologica» (Origene, Agostino), per la quale il Millennio consiste nel tempo della Chiesa che si estende dal mistero pasquale alla parusia finale 4 . La prima interpretazione, seppur suffragata da illustrissimi 1 Cf Tra i numerosissimi studi ci rifaremo soprattutto a D.E. AUNE, Revelation 17-22, III, Dallas 1998; G.K. BEALE, The book of Revelation: A Commentary on the Greek Text, Grand Rapids (Mich.)-Cambridge (UK), 1999; D. BARSOTTI, Meditazione sull’Apocalisse, Brescia, 1992; E. BIANCHI, L’Apocalisse di Giovanni, Magnano, 1990; G. BIGUZZI, Apocalisse. Nuova versione, introduzione e commento, Milano 2005; G. BONSIRVEN, L’Apocalisse di San Giovanni, Roma 1963; W. BOUSSET, Die offenbarung Johannis, Göttingen, 1906 6 ; G.B. CAIRD, The Revelation of St. John the Divine, London 1966; R.H. CHARLES, A Critical and Exegetical Commentary on the Revelation of St. John, 2 voll., Edinburgh, 1920; E. CORSINI, Apocalisse di Gesù Cristo secondo Giovanni, Torino, 2002; E. CUVILIER, L’Apocalypse…c’était demain, Aubonne 1996 2 ; C. DOGLIO, Il Primogenito dei morti. La risurrezione di Cristo e dei cristiani nell’Apocalisse di Giovanni , Bologna 2005; M. DUBOIS, L’Apocalypse de saint Jean, Québec 2002, 263-264; A. FEUILLET, L’Apocalypse, Paris-Bruges, 1963; Ch.H. GIBLIN, Apocalisse, Bologna, 1993; P.E. HUGHES, The Book of Revelation. A Commentary, Grand Rapids, 1990; H. GIESEN, Die Offenbarung des Johannes, Regensburg 1997; ID. Studien zur Johannesapokalypse, Stuttgart, 2000; T. HOLTZ, Die Christologie der Apokalypse des Johannes, Berlin, 1962; E. LOHMEYER, Die Offenbarung des Johannes, Tübingen 1953 2 ; E. LOHSE, L’Apocalisse di Giovanni, Brescia 1974; A. LOISY, L’Apocalypse de Jean, Paris 1923; E. LUPIERI, L’Apocalisse di Giovanni, Milano 2005 4 ; D. MOLLAT, Una lettura per oggi: l’Apocalisse, Roma, 1985; P. PRIGENT, L’Apocalisse di s. Giovanni, Roma 1985; G. RAVASI, Apocalisse, Casale Monferrato 1999; K. STOCK, L’ultima parola è di Dio, Roma 1998; U. VANNI, Apocalisse, Brescia, 1979; ID. L'Apocalisse. Ermeneutica, esegesi, teologia, Bologna 1991, 243ss; A. WIKENHAUSER, Offenbarung des Johannes, Regensburg 1947, 130. Per un riscontro sulla tradizione, cf La Bibbia commentata dai Padri. Nuovo Testamento, 12, Apocalisse, Roma 2008, 279-302. 2 S. TANZARELLA, “L’oblio del millenarismo cristiano antico”, in Rassegna di teologia 45 (2004) 667-694, qui 688. 3 Sono quelle ricordate anche nella nota ad loc. da parte di E. BOISMARD nella versione proposta per la Bible de Jérusalem. 4 Per la Rezeptiongeschichte rimandiamo a Annali di storia dell’esegesi 15/1 (1998): vi si trova la sintesi di M. SIMONETTI, “Il millenarismo cristiano dal I a V secolo”, 7-20; inoltre altri contributi: C. GIANOTTO, “Il millenarismo giudaico”, 21-51; G. PANI, “Il millenarismo: Papia, Giustino e Ireneo”, 53-84; A.M. BERRUTO, “Millenarismo e montanismo”, 85-100; A. MONACI CASTAGNO, “Origene e Dionigi di Alessandria sulle promesse: continuità e differenze”, 101-123; E. PRINZIVALLI, “Il millenarismo in Oriente da