issN 2499-8923 Peloro II, 2 - 2017 doi: 10.6092/2499-8923/2017/2/1767 103 FraNCesCo tiGaNi ireNisMo ed europeisMo iN erasMo: preGHiere di paCe e LaMpi di Guerra daL PANEGYRICUS aLL’UTILISSIMA CONSULTATIO Speculum principis: l’elogio del buon sovrano Quando nel 1953 Vittorio de Caprariis firma un commento al Pa- negyricus ad Philippum Austriae Ducem di erasmo da rotterdam, può ben rilevare che fino a quel momento sono pochi gli studiosi che vi «abbiano dedicato più di qualche accenno frettoloso e lievemente ironico» 1 . da allora lo stato dell’arte è certamente progredito e il Pa- negyricus ha conosciuto un’ampia fase di rivalutazione, che gli ha permesso di acquisire un ruolo considerevole all’interno dell’opera dell’umanista olandese, ma sono dovute trascorrere alcune decadi af- finché si sopissero i pregiudizi intellettuali sollevati da un testo en- comiastico, o apparentemente tale, come quello. il grande merito di de Caprariis, in veste di interprete di erasmo, consiste proprio in questo: nell’aver percepito l’importanza del Pa- negyricus a partire dall’individuazione, fra le sue pagine, di una forma di «possibilismo politico» 2 in qualche misura analoga all’im- manentismo istituzionale adombrato da Francesco Guicciardini ne Le cose fiorentine 3 . 1 Nell’articolo si farà riferimento alla versione del «Panegyricus» di Erasmo a Fi- lippo di Borgogna contenuta nel volume di Scritti di Vittorio de Caprariis, curato da Giuseppe Buttà: V. de Caprariis, Scritti, i, Storia delle idee. Da Socrate a Mann, Messina 1985, 193. 2 Ibid., 195. 3 si veda de Caprariis, «Le cose fiorentine» di Francesco Guicciardini, in id., Scritti, ii, Storia delle idee. Storici e storia, a cura di G. Buttà, Messina 1986, 159-80.