Ronnie Ferguson, Le iscrizioni in antico volgare delle confraternite laiche veneziane. Edizione e commento (Anecdota Veneta, 6), Venezia, Marcianum Press, 2015, 134p. Recensione di Dr. Francesco Crifò: Universität des Saarlandes, FR 4.2 – Romanistik, PF 15 11 50, 66041 Saarbrücken, E˗ Mail: francesco.crifo@mx.uni-saarland.de DOI 10.1515/zrp-2016-0081 Gli studi sulle epigrafi medievali in volgare godono negli ultimi anni di ottima salute anche in campo italianistico; punto di svolta si può considerare il saggio programmatico di Claudio Ciociola (1992 [1989]) cui seguì nel 1997 un corposo volume miscellaneo (Ciociola 1997) che descriveva lo stato dell’arte della sottodi- sciplina. Soprattutto nell’ambito degli studi veneziani si è registrata più di recente una vera e propria fioritura di edizioni commentate in chiave prevalentemente storico-linguistica delle antiche scritture esposte lagunari. Questa serie di ricerche è tanto più fruttuosa in quanto non è ristretta al riesame, eventualmente previa verifica autoptica, del monumentale repertorio di Emmanuele Antonio Cicogna (1824–1853), oggi consultabile anche nella parte inedita grazie all’ed. Pazzi/ Bergamasco (2001), ma sta portando alla luce testi epigrafici inediti o malnoti di particolare interesse per la ricostruzione della storia dell’antico veneziano. Capo- scuola (anche) in questo settore si può considerare Alfredo Stussi (in particolare con i suoi contributi del 1997 e del 2005); si segnalano tra i più recenti i contributi di Lorenzo Tomasin (2001; 2012a; 2012b; 2015, a proposito di un dominio lingui- stico contiguo; 2016, col quale si fornisce uno sguardo di sintesi ad ampio raggio all’interno di considerazioni critiche sulla disciplina dell’epigrafia romanza), di Lorenzo Di Lenardo (2014, che però commenta i testi solo dal punto di vista paleografico) e dello stesso Ronnie Ferguson (2013; 2015a; 2015b). Maggiori dettagli vengono forniti dall’Autore, cui si deve tra l’altro l’impor- tante A linguistic history of Venice (Ferguson 2007), nel primo sottocapitolo dell’«Introduzione» [11–14]. Quest’ultima è preceduta da una «Presentazione» di Marino Zorzi [7s.] e da una «Premessa» [9]: «(i)repertoriare sistematicamente per la prima volta le superstiti iscrizioni in volgare emananti nel Trecento e nel Quattrocento dalle scuole grandi e dalle scuole piccole di Venezia e della sua laguna; (ii)stabilire un’edizione commentata di questo compatto corpus bisecola- re – culturalmente importante, tematicamente coerente e linguisticamente genui- no – della scripta veneziana non-cancelleresca e non-letteraria; (iii)contestualiz- zare la raccolta con un’introduzione epigrafica, storica e linguistica». La prospettiva tematica rende poco influente la circostanza che le più antiche tra le 28iscrizioni qui raccolte, conservate in 23 diversi complessi edilizi, siano già state ZrP 2016; 132(4): 1089–1093 Brought to you by | Saarländische Universitäts- und Landesbibliothek Authenticated Download Date | 11/19/16 6:10 PM