SCIENZE NATURALI 81 SCIENZE NATURALI Le miniere di ferro-manganese di Siresol (Montecchio) La riscoperta e il rilievo di due vecchie miniere di pirolusite hanno consentito interessanti osservazioni mineralogiche, stratigrafiche e sedimentologiche. Guido Gonzato*, Guido Rossi, Roberto Chignola*, Paolo Biasi* * Unione Speleologica Veronese INTRODUZIONE E SCOPO DELLA RICERCA Quando si studia la geologia dei Monti Lessini, gli ar- gomenti principali sono la stratigrafia e la paleontolo- gia. Questo è quasi scontato: i nostri monti, infatti, so- no costituiti in buona parte da formazioni sedimentarie di origine marina, molto diversificate per ambiente di formazione più o meno profondo. Le rocce di queste formazioni sono prevalentemente calcaree e sono molto ricche di fossili, che possiamo comunemente osservare anche nei monumenti di Verona; esiste quindi una ric- ca letteratura sulla stratigrafia e paleontologia lessinica. Al contrario dei fossili, sui nostri monti i minerali so- no piuttosto rari, poiché in ambiente sedimentario se ne forma un numero relativamente limitato. Tuttavia, nei Monti Lessini si trovano anche numerosi affiora- menti di rocce vulcaniche, nelle quali è più facile tro- vare minerali; in particolare, ci sono affioramenti non disprezzabili di minerali di ferro e manganese. In passato, alcuni affioramenti di minerali metallife- ri (Novare, Monte Crocetta di Marano, Siresol) sono stati oggetto di estrazione mineraria. Abbiamo cerca- to informazioni sulla geologia di questi affioramen- ti, e con nostra sorpresa abbiamo riscontrato che due di queste località non sono mai state descritte nel det- taglio. Questa ci è sembrata una buona occasione per tentare di colmare una lacuna; abbiamo quindi deciso di rintracciare, rilevare e studiare queste miniere. Con questo articolo vogliamo presentare i primi risul- tati delle nostre osservazioni, relativi alle miniere di contrada Siresol, presso Montecchio. INQUADRAMENTO GEOLOGICO La struttura geologica dei Monti Lessini è ben cono- sciuta. L’altopiano è costituito da una successione di formazioni carbonatiche (calcari, marne e dolomie) di oltre 1.500 m di spessore. L’età delle formazioni varia dal Triassico superiore della Dolomia principale, af- fiorante sul Gruppo del Carega e sul fondo di alcune vallate, al Miocene medio, affiorante in piccoli lembi sulle Torricelle (Bosellini et alii, 1967; Antonelli et alii, 1990; Sauro, 2010). Le rocce più recenti si trovano nel settore meridiona- le dei Monti Lessini. In particolare, le carte geologiche riportano col nome improprio di Calcari nummuli- tici un insieme di litotipi molto diversificati, risalen- ti all’Eocene inferiore e medio (circa 44-37 milioni di anni fa, Ma), nei quali si trovano le mineralizzazioni di cui ci occupiamo in questo articolo. Il termine “Calca- ri nummulitici” è utilizzato come sineddoche; le ban- cate nummulitiche rappresentano infatti solo una pic- cola parte della successione stratigrafica eocenica. Oltre alle formazioni calcaree, sono piuttosto diffusi anche basalti e tufiti. Si tratta di rocce di origine vul- canica, effuse in ambiente prevalentemente sottomari- no; nell’area dei Monti Lessini si formarono in un in- tervallo di tempo compreso tra il Paleocene superiore GUIDO GONZATO - GUIDO ROSSI - ROBERTO CHIGNOLA - PAOLO BIASI SCIENZE NATURALI