1 Per una Economia Politica del Nazionalismo e della Discriminazione Razziale Francesco Macheda e Roberto Nadalini Una versione estesa e in lingua inglese di questo lavoro è apparsa sulla rivista Journal of Labor and Society, volume 21, numero 2 del giugno 2018. Desideriamo ringraziare Giorgio Pederiva per la traduzione. Sommario: La coscienza di classe dei lavoratori occidentali pare oggigiorno essere offuscata dalle loro credenze nazionaliste e scioviniste. Ciò avviene poiché essi paiono condividere più aspetti in comune con gli altri membri della loro stessa nazione, piuttosto che con altri soggetti aventi interessi economici simili, determinati dall’appartenenza alla medesima classe sociale quella lavoratrice. In questo articolo, sosterremo che le ideologie nazionaliste e razziste sono in grado di riprodursi all’interno della classi sociali perché tali ideologie sono connaturate alle relazioni economiche tra lavoratori da un lato, e imprese dall’altro. Da una prospettiva storico-materialista, l’incapacità del movimento dei lavoratori dei paesi altamente industrializzati di opporsi efficacemente al dilagare delle ideologie razziste può essere interpretato come il risultato atteso della segmentazione raziale che permea il mercato del lavoro segmentazione che ‘premia’ un compromesso interclassista tra lavoratori locali e i loro datori di lavoro. 1. INTRODUZIONE Nellapproccio politico-economico, il capitalismo incarna, trasforma e alla fine riproduce il nazionalismo e la discriminazione razziale. Questo paradigma si fonda sui principi del materialismo storico per identificare e spiegare i fattori economici associati agli agenti coinvolti nella promozione e perpetuazione dellideologia nazionalista e dei movimenti nazionalisti che sostengono la discriminazione razziale. Cercare una comprensione storico-materialista della complessità delle forze dietro al nazionalismo e al razzismo comporta il rifiuto della nozione liberale secondo cui i pregiudizi razziali e gli atteggiamenti anti-immigrazione esistono più o meno indipendentemente da ciò che gli stati, la politica e leconomia fanno perché sono avvenuti prima o durante laffermazione del capitalismo. Secondo la teoria della modernizzazione del nazionalismo suggerita da Gellner (1983), ad esempio, il nazionalismo è nato con il passaggio dalla società agricola a quella industriale. Letà di tale transizione era destinata a diventare unepoca di nazionalismo, in quanto lesigenza, nelle moderne società industriali, di una forza lavoro mobile sul piano occupazionale e spaziale richiedeva un livello culturale elevato ed