315 PARTE QUINTA 316 IL FORO ITALIANO 2019. ABSTRACT - Brief notes on contract and supervening pro- visions. When a contract has not yet been executed, or has been par- tially executed, supervening provisions that regulate the con- tractual fact-type in relation to the connection of the effect of the contractual obligation are not applied. Whereas superven- ing provisions that integrate contractual terms with clauses, even when replacing the non-conforming ones established by the parties, are applied. ———————— ERMANNO CALZOLAIO La Corte di cassazione francese abbandona gli attendus que: verso un nuovo «stile delle sentenze»? SOMMARIO - La Corte di cassazione francese abbandonerà il caratteristico stile «a frase unica» che caratterizza da oltre due secoli la tecnica redazionale delle sue sentenze. Inoltre, nei casi più importanti è prevista l'adozione di una motivazio- ne rafforzata («développée»). Il presente contributo analizza le modifiche recentemente annunciate, evidenziando, al di là degli innegabili aspetti innovativi, i profili di continuità con i caratteri tradizionali dello stile delle sentenze francesi. 1. - Introduzione: lo stile delle sentenze francesi. Il primo presidente della Cour de cassation francese ha annunciato pubblicamente l'adozione di specifiche linee guida, destinate a modificare il modo di redazione delle sentenze (1). A partire dal 1° ottobre 2019 sarà abbandonata la «frase unica», le deci- sioni saranno strutturate in modo diverso, in alcuni casi sarà prevista una motivazione rafforzata. È dunque opportuno in- dagare sul contenuto di questa riforma, per verificare fino a che punto essa segna una reale discontinuità rispetto allo stile tradizionale delle sentenze francesi. A tale scopo, giova anzitutto ricordare che il comparatista ricorre all'espressione «stile delle sentenze» per indicare l'in- sieme degli elementi morfologici delle decisioni dei giudici nei vari ordinamenti: il linguaggio utilizzato (disteso o conci- so), la struttura, come vengono rappresentati i fatti della causa e lo svolgimento del processo, le modalità con cui sono affron- tate le questioni da decidere, la presenza (o l'assenza) di rife- rimenti a precedenti decisioni, il richiamo (o meno) a contri- buti dottrinali, il ricorso (o meno) ad opinioni separate (dif- formi o dissenzienti) (2). Come avvertiva Gorla, non si può seriamente pensare di affrontare aspetti quali l'interpretazione della sentenza per estrarne la ratio decidendi, la sua valutazione come prece- dente e i suoi rapporti con altri precedenti, se, prima, non si è affrontato il problema dello stile della sentenza (3). Da questo punto di vista, il tema dello «stile delle sentenze» costituisce uno dei contributi più rilevanti della comparazione giuridica alla conoscenza del diritto, giacché esso consente di ———————— (1) Cfr. il dossier de presse Le mode de rédaction des arrêts de la Cour de cassation change, diffuso il 5 aprile 2019 e disponibile nel sito della corte (<https://www.courdecassation.fr>). (2) Cfr. ampiamente G. GORLA, Dovere professionale di cono- scere la giurisprudenza e mezzi di informazione, in Quaderni del Foro Italiano, 1966, 42 ss. (3) G. GORLA, Lo stile delle sentenze. Ricerca storico-compa- rativa, in Foro it., 1967, V, 313 ss., 315; ID., La struttura della de- cisione giudiziale in diritto italiano e nella «Common Law»: rifles- si di tale struttura sull'interpretazione della sentenza, sui «Re- ports» e sul «Dissenting», in Giur. it., 1965, I, 1, 1239 ss. cogliere, in concreto, alcune dinamiche essenziali nei rapporti tra diritto legislativo e giurisprudenziale e, in definitiva, la concezione stessa del diritto nei vari ordinamenti (4). Nella varietà dei modelli adottati nei diversi sistemi giuridi- ci, lo stile delle sentenze francesi, in particolare di quelle della Cour de cassation, è tradizionalmente descritto come il para- digma di una concezione burocratica del ruolo del giudice, in ragione di alcuni caratteri che lo contraddistinguono rispetto a qualsiasi altro: frase unica preceduta dall'attendu que con cui iniziano le (scarne) proposizioni in cui si articola la sentenza; brevità e laconicità; quasi totale assenza di riferimenti ai fatti di causa; nessun riferimento a precedenti giurisprudenziali e, tanto meno, a contributi dottrinali (5). Da tempo i giuristi francesi si interrogano sulla necessità di riformare il modo tradizionale di redazione delle sentenze, in particolare la struttura a frase unica, che è anche la caratteristi- ca di maggiore impatto simbolico. Alla metà degli anni settanta dello scorso secolo, un autore- vole contributo pubblicato nella Revue de droit civil da André Tunc (professore di diritto privato alla Sorbona e fine compara- tista) e Adolphe Touffait (procuratore generale presso la Cour de cassation) segna un passo importante in questo dibattito, au- spicando un deciso cambio di direzione, verso una motivazione più esplicita delle sentenze. In quel saggio si osserva che lo sti- le conciso e apodittico insegue il miraggio della brevità quale elemento imprescindibile della precisione giuridica. Di qui l'a- dozione del ragionamento deduttivo basato sul sillogismo: ad un'affermazione di principio (premessa maggiore), segue la constatazione dei fatti (premessa minore) e da esse si giunge al- la conclusione. In realtà, l'utilizzazione di formule brevi, con- tenenti parole che si prestano alle interpretazioni più disparate, non consente di comprendere pienamente la regola di diritto formulata e quindi genera una grande incertezza. Inoltre, l'as- senza di una spiegazione conduce a presentare come evidente un principio spesso contestabile, al punto di giungere a ritenere del tutto normale l'enunciazione di una regola diversa da quella contenuta in un caso analogo deciso in precedenza (6). Le critiche mosse allo stile tradizionale di redazione delle sentenze suscitano reazioni contrastanti nella dottrina francese. Accanto ad alcuni autori favorevoli ad accogliere l'invito ad una maggiore trasparenza e leggibilità (7), altri si mostrano fermamente inclini a mantenere l'approccio tradizionale («non è provato che essendo più lunghi si sia anche più chiari» (8)), non nascondendo di provare più ammirazione che insoddisfa- zione per le sentenze tradizionali (9). Dalla pubblicazione di quel saggio, il tema non abbandone- rà più l'attenzione dei giuristi francesi, fino a suscitare una ri- flessione profonda in seno alle più alte giurisdizioni. Il Conseil d'Etat costituisce nel 2010 un gruppo di lavoro, all'esito del quale a partire dal 2012 si giunge a sperimentare uno stile di- retto e disteso nella redazione delle decisioni della giustizia amministrativa. Alla fine del 2018 viene diffuso un preciso vademecum, applicabile a tutte le sentenze pubblicate a partire ———————— (4) Sottolinea il rilievo decisivo dello studio dello stile delle sen- tenze J.-L. HALPÉRIN, Les styles judiciaires, des traditions nationa- les?, in Droit et société, 2015, 491 ss. (5) Cfr. A. GAMBARO, Lo stile della sentenza francese, in L. VACCA (a cura di), Lo stile delle sentenze e l'utilizzazione dei pre- cedenti. Profili storico-comparatistici, Torino, 2000, 121 ss. (6) A. TOUFFAIT-A. TUNC, Pour une motivation plus explicite des décisions de justice, notamment de celles de la Cour de cassa- tion, RTD civ., 1974, 487. Sull'interpretazione delle sentenze v. J. GHESTIN, L'interprétation d'un arrêt de la Cour de cassation, in Rec. Dalloz, 2004, 2239. (7) R. LINDON, La motivation des arrêts de la Cour de cassation, in JCP, ed. gén., 1975, I, 2681; più di recente R. LIBCHABER, in RTD civ., 2010, 679. (8) Così R. CROZE, Pour une motivation pas trop explicite de la Cour de cassation, in Mél. Ph. Malaurie, Paris, 2005, 181 ss. In precedenza, v. A. BRETON, L'arrêt de la Cour de cassation (tel qu’il est, tel qu’il devrait être), in Ann. Univ. Sc. Soc., Toulouse, 1975, 730. (9) In tal senso, P. MALAURIE, Le style des «Cours suprêmes» françaises. Une recherche constante de l'équilibre, in JCP, ed. gén., 2012, 689.