Casnrano (Lecce), chiesq Moriq Santissimn Annunziata, nszta- ta principale (ph M. L. Sortone) culture dans l'Italie byzantine: acquis et nouvelles recherdtes", a cura di A. Jacob, J. M. Martin e G. Noye Roma 2006,p.212. a S. A. Rocc L ll cimitero diTaurisano, Thurisano 2009,p.12. s IoBN4 Le cappelle di san Nicola di Bari e la presenza dei Francescani in Tauris ano, Thurisano 2011. Note e vicende architettoniche della chiesa matrice di Casarano Maura Lucin Sorrone La chiesa madre di Casaranq dedi- cata a Maria Santissima Annun- ziata, è da annoverarsi tra i monu- menti più rilevanti del barocco salentino. Nel novero degli studi sulla chiesa si ricordano soprattutto le pubbli- caziori concementi le opere pittori- che: il saggio di Mimma Pasculli Ferrara che ha analizzato le sei tele di Oronzo Tisot, quello di Michele Paone del 19802 e l'inventario dei dipinti curato da Lucio Galante nel 19933. La chiesa fu edificata tra la fine del XVII e i primi deceruri del secolo successivg in seguito all'abbatti- mento di un edjficio precedente, scelta da imputarsi probabilmente aIla crescita demografica del paese. Il progettg o quantomeno l'esecu- zione materiale dei lavori, in prece- denza athibuiti ipoteticamente ai clan dei Margoleoa, sembra invece da riferirsi più correttamente alla famiglia De Giovanni, costruttori originari di Galatina. Infatti fu Angelo De Giovanni a lasciare il suo nome in un'epigr#e ben in vista sulla facciata principale della chiesas. La scelta di maestranze galatinesi ct autorizza a ritenere, ancora una volt4 questo paese del Salento tra i centri più significativi per l'edilizia barocca della provin- ciao. Sicuramente i diversi cantieri presenti sul territorioT furono in grado di favorire, in modo diversq la diÉfusione di modelli che, dai centri principali, ben presto entraro- no a far parte della cultura ardritet- tonica delle periferie, facendo così diventare ilbarocco daleccese a salen- tinos. La driesa casaranese, a croce latina ha una pianta longitudinale. La fac- ciata principale, alquanto semplice, presenta il portale arricchito da una decorazione a punta lanceolata, motivo utrlTzzato di frequente da Giuseppe Zimbalo e conlui entrato nel1a cultura tipica dell'arte salenti- na fino al Settecento inoltratos. Alf interno si possono ammirare opere risalenti a periodi diversi, quasi a testimoniare il cambiamen- to di gusto e le scelte operate dai diversi committenti. krnanzitutto, come accennato in precedenz4 la chiesa attuale ha sostituito quella precedente, ma alcune opere realu- zate per la vecchia matrice furono trasferite nella nuova costruzione. Hanno generato maggior confusio- ne le poche e sccrne notizie su un probabile acquisto fatto a Lecce nel 1874 dal reverendo don Giuseppe De Donatisro, che portò a Casarano diversi altari provenienti dalla chiesa leccese di SanFrancesco della Scarpatt. Andle se non abbiamo forti testimonianze documentarie che ci permettano di attestare con cerlezzaquali siano le opere prove- nienti dalla vecdria chiesa e nepPu- re documenti notarili che attestino facquisto del1874, i restauri degli ultimi anni sembrano dare corPo ad alcune ipotesi, in questa sede soltanto brevemente segnalateu. Ponendoci di fronte all'altare rnag- giore è facile percorrere con lo sguardo l'intera navata. A sinisira vicino al portale d'ingresso, è collo cato l'altare di Sant'Antonia di Padooa (primo decenrrio del XVflI secolo), nel quale vi è ia statua lapi- dea del santo. Durante gli ultimi lavori di restauro è stata scoperta un'iscrizione, finora sconosciuta. Si tratta di un'epigrafe che ricorda Giuseppe Grasso, il quale restauò quest'altare, un tempo dedicato ai Re Magi, intitolandolo a1 santo di Padovats. Nessuno conosceva que' ste parole completamente nascoste dal responsorio latino (si ryaeris miracula), che si ripete nella pre' ghiera dedicata al santo di Fadova e kascritto in un clipeo dell'altare- Il benefattore sembra sia 1o stesso dre nel lTlShaiasciato il suo nome 208