Rivista di Scienze Preistoriche - LVIII - 2008, 000–000 PAOLO BELLINTANI (1) - LIVIA STEFAN (2) Sulla tipologia delle palette con immanicatura a cannone dell’età del Bronzo finale 1 Soprintendenza per i Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Trento, Via Aosta 1, 38100 Trento; e-mail: paolo.bellintani@provincia.tn.it 2 E-mail: livia.stefan@gmail.com SUMMARY - ABOUT FBA SOCKETED SHOVEL TYPOLOGY - Copper alloy socketed shovels, often discovered in FBA hoards of central and nothern Italy, have been subject of many debates dedicated to the matter of metal production and circulation about the end of the II millennium B. C. The aim of this work is to improve the definition of typology, production centres and distribution of socketed shovels. The “Fondo Paviani”-type shovels, dated to FBA 1, and the “tra Manciano e Samprugnano”-type shovels, of which we can confirm the FBA 2 dating, were undoubtedly both Frattesina di Fratta Polesine products. Most of the findings, as well as moulds related to both types, come from this site. The former, probably coming from padanian LBA socketed axes, counts few specimens wide spread between Lake Garda’s area and Hungary. The latter counts many more findings, especially in Frattesina; its distribution is almost completely oriented along a directional route which involves southern Veneto , central Adriatic coast and Etruria. Here socketed shovels are constantly found in combination with pick-ingots which, unlike the former, are largely found also in northern Adriatic regions. At the moment we have not been able to define the function of the “tra Manciano e Samprugnano” shovels; certainly non-generic, due to the consumption features, specifically con- nected to the typical Frattesina’s handicraft, like, perhaps, deer horn handicraft. Parole chiave: palette a cannone, età del Bronzo finale, tipologia, centri di produzione, distribuzione. Key words: socketed shovel, Final Bronze Age, typology, production centres, distribution. INTRODUZIONE Lo studio eseguito da chi scrive sui materiali in bronzo di tipo protovillanoviano venuti alla luce a San Marino-Monte Titano e presentati in occasione della mostra “Primi insediamenti sul Monte Titano. Scavi e ricerche (1997-2004)” (Bel- lintani 2005; Bellintani e Stefan cds a-b; Stefan 2005-2006) ha fornito lo spunto per questo lavoro che si propone un riesame generale dei rinve- nimenti di palette con immanicatura a cannone sia della forma nota come tipo “tra Manciano e Samprugnano” e che qui si propone di definire “a spalle larghe” che della forma “a spalle strette”, presente in letteratura come “tipo Fondo Paviani” o “Torretta di Legnago”. Scopo primario di questo lavoro è la definizione di una tipologia fine di questi manufatti, possibile grazie al cospicuo numero dei recenti rinvenimenti, provenienti soprattutto dall’abitato di Frattesina, l’unico, tra l’altro, ad aver restituito anche matrici da fusione per palette. In secondo luogo, sulla base dell’analisi tipologica, dei contesti di rinvenimento e della loro cronologia, si propongono alcune consi- derazioni sui possibili centri di produzione, nonché sulla funzione, argomento di non poco interesse data la mancanza di un’immediata analogia formale e funzionale con oggetti noti. Infine, la revisione e precisazione tipologica permettono di offrire nuovi spunti in merito alla circolazione del metallo nel corso nel corso del Bronzo finale. Come è noto, quest’ultimo aspetto è stato ed è tutt’ora al centro di un articolato dibattito che parte dalla constatazione della costante associazione, nei ripostigli di questa fase, di palette, pani del tipo “a piccone” ed altri specifici manufatti di tipo protovillanoviano in un vasto areale, compreso tra Italia centrale, Francia e Ungheria, ma con specifi- che concentrazioni in regioni minerarie (Etruria), o ad esse prossime (Friuli), oppure in centri in cui