Il saggio letterario come strumento critico: la rifessione contemporanea sulla non-fction Paolo Bugliani Abstract Il contributo intende prendere in considerazione una peculiare categoria di saggi che nella contemporaneità stanno diventando a trati la norma in ambito critico quando si vuole portare avanti una discussione sulla natura della non-fction. La descrizione di questa instabile entità è spesso abbordata da critici e practitioners ricorrendo al saggio come mezzo: il che provoca una mise en abyme ricca di implicazioni teoriche, in quanto il saggio, appartenendo alla categoria non-fction, si trova gravato dell’oneroso compito di descrivere, sostanzialmente, se stesso. Qesta procedura metaleteraria verrà presa in analisi in alcune delle sue realizzazioni contemporanee più tipiche ma al contempo più estreme: Truth in Non-fction (2007) a cura di David Lazar; Metawritings: Towrads a Teory of Non-fction, raccolta di interventi (2012) coordinata da Jil Talbot, e infne Bending Genre: Essays on Non-fction, editata a quatro mani da Nicole Walker e Margot Singer (2013). Parole chiave: saggio leterario; non-fction; metaleteratura; metacritica; critica contemporanea 1. Come avvicinarsi alla Creative Non-fction Vera e propria terra incognita, molto spesso ignorata dai teorici nonostante un grande riscontro di pubblico, la creative non-fction pone seri problemi di defnizione, a partire dalla paradossalità dell’eticheta, già cassata da Gérard Genete quando liquidava la rubrica come “très gauche” (Genete 1990, 31) 1 , in quanto illustrante un conceto defnendolo in negativo rispeto a un altro. Si- milmente a quanto accade per quella in ‘post-’, infati la proclitica ‘non-’ evoca 1 G. Genette, Fiction et Diction, Seuil, Paris, 1990, p. 31.