357 Anja Zorman * UDK 811.131.1'34:37.091.3 University of Primorska DOI: 10.4312/linguistica.57.1.357-373 SVILUPPO DELLA COMPETENZA FONOLOGICA IN ITALIANO COME LINGUA SECONDA/STRANIERA 1 INTRODUZIONE Nei programmi e materiali didattici per l’italiano come lingua seconda e/o straniera so- litamente si pone poca attenzione allo sviluppo della competenza fonetica, fonologica e prosodica e alle abilità del parlato in generale, il che è in forte contrasto con il fatto che le persone entrano in contatto con altre lingue prevalentemente attraverso il canale orale. Infatti, nell'incontro con le lingue seconde e straniere la difcoltà di primo acchi- to è legata all'aspetto fonologico dell’informazione linguistica con cui ci si trova alle prese. La sensazione che si ha è che il parlante nativo parli troppo velocemente in un fusso di parole raramente interrotte dalle pause. Per questo motivo il riconoscimento delle parole nella catena fonologica può risultare molto difcile e dipende soprattutto dalla conoscenza del loro signifcato. Nel parlato sono presenti pause, 1 che però non demarcano accuratamente dove iniziano e fniscono le parole. Un primo aiuto nella segmentazione delle parole nella catena fonologica apparente- mente ininterrotta, arriva proprio dalle caratteristiche prosodiche delle singole lingue. 2 L'accentuazione delle parole italiane, tipicamente sulla penultima sillaba, permette di riconoscere come parole varie combinazioni sillabiche come bella e casa, mentre non verrà riconosciuta come parola la combinazione lacà. 3 Nelle lingue con un accento tipico, come l’italiano, questo può rappresentare l'elementare informazione prosodica della lingua parlata che, oltre al vocabolario, permette all'ascoltatore di individuare le parole nella catena fonologica durante l'ascolto. Un secondo problema di natura fonologica che si verifca nel contatto con la lingua seconda o straniera è l’inaccurata percezione e produzione di fonemi che sono diversi da quelli della prima lingua dell'allievo, o delle lingue che questi conosce; in tale caso si tende a adattare l’informazione fonologica percepita alle preconoscenze, spesso dando * anja.zorman@fhs.upr.si 1 Uno dei tratti fonologici soprasegmentali, insieme all’altezza tonale, intensità, tempo e ritmo, che si riferisce all’arresto dell’attività fonatoria tra due catene fonologiche contigue. 2 Nelle ricerche di Safran, Aslin a Newport (1996: 1927) e Aslin, Safran e Newport (1998: 323) viene dimostrato come le caratteristiche prosodiche permettano ai bambini sin dai primi mesi di discriminare le ‘parole’ dalle ‘non parole’ grazie alle capacità di calcolo delle probabilità statistiche condizionali nella lingua parlata con cui sono in contatto. 3 Nella distinzione tra ‘parole’ e ‘non-parole’ l’allievo è gradualmente sostenuto anche da altre informazioni linguistiche pertinenti, oltre a quelle fonologiche, per es. semantiche (il signifcato delle parole), morfosintattiche, pragmatiche e sim.