STARTUP E INNOVAZIONE DIGITALE IN ITALIA Adam Arvidsson & Vinenzo Luise In Italia si è ormai consolidata l’idea che l’innovazione digitale debba passare per il modello startup/venture capital di origine Californiana. È dalla metà degli anni Novanta che il termine startup circola nelle discussioni sull’innovazione nel nostro paese, e nel ultimo decennio è diventato il modello dominante in assoluto. Da visioni per ‘l’industria 4.0’ al decreto crescita del governo Conte, passando per iniziative per valorizzare quartieri in degrado e contrastare la disoccupazione giovanile, ‘investire in start-up’ è diventato parte del senso comune di gramsciana memoria. Ma ha senso investire in startup? Quanto funziona l’ecosistema startup in Italia? Quanto è in grado di generare ricchezza e crescita? Quanto corrisponde il senso comune alla realtà? È sempre stato molto difficile avere dei dati affidabili da un sistema che manca di una precisa definizione. A questa difficoltà va inoltre aggiunto il fatto che tutta la produzione discorsiva diffusa dai media è orientata soprattutto verso la comunicazione del caso di successo più che all’analisi del sistema. Tuttavia, negli ultimi anni sono emersi una serie di studi di settore i cui risultati, però, non sono molto incoraggianti. L’ultimo report ufficiale del MISE e Unioncamere del primo trimestre 2018 indica che sono 8.897 le startup innovative (iscritti nel registro del ministero) attive sul territorio nazionale. Di queste il 43% risultano in utile rispetto al 66% delle società di capitale non classificate come startup innovative. La redditività media (ROI) è del -0.08% per le startup iscritte al registro contro lo 0.02% per le società di capitale (MISE, 2018). L’analisi del Mise opera con la media di tutte le startup innovative, anche quelle nate nell’anno precedente. Considerando che tutte le imprese, e le startup per definizione, hanno bisogno di almeno un paio di anni per arrivare a un livello di attività sostenibile, abbiamo ricalcolato la redditività sulle startup innovative attive da almeno 3 anni. Questa volta il risultato è modestamente positivo, ci si attesta sull’1.7%, ma comunque inferiore al ROI medio delle imprese di capitale attive nel settore delle pulizie (8.6%) oppure della ristorazione (16%). Inoltre un nostro studio precedente, su dati relativi al 2016, mostra risultati più o meno simili anche al quarto anno di maturità. Le startup innovative attive avevano una performance economica media inferiore a quella della media delle piccole e medie imprese italiane (Gerosa & Arvidsson, 2017). L’universo degli start-up non coincide però pienamente con la parte rappresentata dalle start-up (ufficialmente) innovative. Questo perché ‘startup innovativa’ è uno status che da diritto a una serie di benefici fiscali e quindi molte aziende che rientrano nei criteri si registrano come tali anche se svolgono attività abbastanza tradizionali e poco innovativi, come servizi IT per le imprese ad esempio. Così nel registro delle nuove imprese, che oggi conta circa 10.000 imprese cosiddette innovative, ‘si trova anche la pizzeria col sito internet’, come ha dichiarato recentemente Antonio Ghezzi, direttore dell’Osservatorio Startup Hi-tech del Politecnico di Milano (Fontana, 2019). Dall’altro lato molte startup ‘vere’ non s’iscrivono nella lista del MISE, o perché non soddisfanno tutti i criteri, o peerché sono avversi alle procedure burocratiche richieste. Infatti nel mondo degli startupper è opinione diffusa che la categoria ‘startup innovativa’ è estranea alla realtà delle startup italiane. Per questo è nato un registro alternativo gestito dall’associazione Italia Startup (essa stessa una startup) basata però su un’auto-dichiarazione dove qualsiasi società che si consideri startup può registrarsi come tale. Questa lista da una definizione emica (per così dire) del mondo delle startup italiane. Per avere dei dati indicativi sulle performance economiche di queste startup abbiamo esaminato la lista delle 100 ‘migliori start-up’ del 2018 fornita dalla stessa associazione (StartUpItalia, 2018). Da queste abbiamo selezionato quelle attive da almeno 3 anni che sono risultate essere 47. Il ROI di queste startup risulta