574 Il silenzio nelle religioni del mondo – Prassi del silenzio IL SILENZIO NELLE RELIGIONI DEL MONDO Humanitas 74(4/2019) 574-590 Francesca sbardella Silenzi e non-detti Controllo discorsivo nella clausura cattolica contemporanea (Francia 2006-2014) il silenzio rende possibile la pratica quotidiana e accompagna il no- stro vissuto, intervenendo sul corpo, a livello fisico e intellettivo. È la dimensione all’interno della quale pronunciamo i discorsi, mettiamo in atto i comportamenti e instauriamo le relazioni con gli altri. Ciascuno di noi, anche se non lo esplicita o non ne è sempre consapevole, utilizza e gestisce il silenzio che, in questo senso, va letto come un’azione intenzio- nale e finalizzata. Controllare il silenzio significa controllare non solo il discorso, ma anche la successione delle azioni e – aspetto che qui mag- giormente interessa – la performatività della loro messa in atto. Va riconosciuto il rapporto tra interpretazione del silenzio ed espe- rienza di vita quotidiana. È l’accesso diretto e partecipativo a situazioni concrete, legate a contesti giornalieri locali, che permette di documentare la forza e il ruolo che l’assenza di espressione verbale assume nella pra- tica. essa offre agli attori sociali una modalità di creazione del contesto e di definizione identitaria. da qui la necessità di partire da situazioni in cui il silenzio è utilizzato in quanto elemento caratterizzante e performativo della vita sociale del gruppo. Grazie a una inconsueta immersione nel campo, propongo qui una rilettura fenomenologica del silenzio monastico cattolico, sul piano dell’agito, del sentito e del parlato. Pur trattandosi di un localismo chiuso e intrusivo, offre la possibilità di entrare in contatto con universi conoscitivi e con contesti culturali diffusi e ovunque influenti. in questo intervento vorrei presentare alcune situazioni di vita quotidia- na interne alla clausura carmelitana, in ambito francese. in clausura abbia- mo a che fare con una situazione limite di riduzione di suono, da intendersi sia come suono-parola (aspetto della comunicazione verbale), sia come suono-rumore (qualsiasi altro evento acustico legato alla realtà circostante). Si accede a un ambiente ovattato, protetto, lontano dalle voci e dai rumori che caratterizzano la nostra esperienza di vita all’esterno e che determina- no i nostri comportamenti. la situazione si rivela di estremo interesse per analizzare in che modo le rappresentazioni uditive – e di conseguenza le norme acustiche che ne derivano non solo formano una spazialità abitativa