259 OSSERVATORIO ROMANO SULLE MIGRAZIONI - XIII RAPPORTO Vincenzo Carbone e Mirco Di Sandro* 1 Esquilino. Per un “etnico” socialmente desiderabile Produrre un luogo N ella presa di distanza dalla retorica dicotomica “straniero buono/straniero cattivo”, ci interessa cogliere il meccanismo di pulizia spaziale che agendo attraverso l’economia estrattiva turistica 2 crea e riproduce marginalità e disuguaglianze. Precipuo punto di osservazione, al fine di sostanziare tale prospettiva, sono le pratiche spaziali dei gruppi sociali che utilizzano, abitano e significano l’Esquilino di Roma. Un luogo che sta sviluppando le caratteristiche produttive e sociali che ha iniziato ad assumere nei decenni precedenti; uno spazio urbano caratterizzato dal dinamismo dell’economia dei flussi: non solo per i movimenti di merci, persone e capitali, ma anche di immaginari e di emozioni. Il quartiere è attraversato da processi che riconfigurano panorami e disuguaglianze sociali, pratiche spaziali e simboliche, con il dispiegarsi di forme di messa a profitto dei valori territoriali e culturali per la: 1. localizzazione interna, per l’accesso a siti e servizi d’interesse turistico; 2. prossimità spaziale ai principali hub metropolitani; 3. dinamica di sviluppo commerciale (soprattutto asiatico) e dell’ethnic-food (l’esotico Nuovo Mercato Esquilino) e il trendy tipico-d’eccellenza (Mercato Centrale 3 ), la concentrazione di Food&Beverage e Bed&Breakfast, ma anche di Money Transfer, internet-point, agenzie aeree-spedizioni; 4. azione di marketing territoriale “etnicizzante”, declinando il quartiere come milieu multiculturale, che “ne dispone” un più intenso sfruttamento. Negli ultimi decenni, gruppi finanziari sono interpreti di operazioni importanti di rigenerazione urbana, che intersecano e stimolano il molecolare protagonismo 1 Questo contributo è realizzato nell’ambito della ricerca Prid del Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre: Dimensione Interculturale, diretta dal prof. M. Fiorucci. Pur trattandosi di un lavoro comune, Vincenzo Carbone è autore dei paragrafi 1, 2 e 4; Mirco Di Sandro del paragrafo 3. 2 L’estrattivismo turistico, in forte analogia con il sistema di sfruttamento delle miniere neocoloniali e delle monoculture (R. Zibechi), allude ad una peculiare visione dello spazio e dell’ordine pubblico. Per non turbare il dispiegarsi della valorizzazione, la povertà viene rimossa e allontanata, le precarietà governate (sfruttamento e auto-sfruttamento del lavoro – soprattutto migrante –, dell’abitare e della mobilità), il territorio militarizzato. 3 Inaugurato il 5.10.2016 sotto la Cappa Mazzoniana nell’ala del più grande scalo ferroviario del Paese, in Il Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/casa/2017-06-08/la-citta-si-rigenera- cultura-e-food-131403.shtml?uuid=AEWnwvYB