> 65 Introduzione La ricognizione effettuata nel febbraio del 2003 sui manufatti presenti nei tre chiostri della basilica di Sant’Antonio aveva permesso di stabilire, in base all’osservazione macroscopica, il loro stato di conservazione. I risultati preliminari della ricognizione sono riportati nel contributo di Vasco Fassina pubblicato nel presente volume e come si può leggere alcuni manufatti mostravano un avanzato degrado tale da pregiudicare la loro conservazione. Fra i monumenti che presentavano una con- dizione molto precaria e che avrebbero dovuto essere sottoposti a un urgente intervento conservativo sono stati indi- viduati quelli dedicati a Francesco Robortello e Giovanni Calfurnio. La disponibilità dell’Istituto Veneto per i Beni Culturali a realizzare due cantieri di restauro con gli studenti della scuola e la contemporanea disponibilità di ese- guire delle analisi preliminari allo scopo di stabilire le cause di alterazione e la metodologia dell’intervento hanno per- messo di aprire i due cantieri pilota nell’anno formativo 2004-05. Alle indagini preliminari ha partecipato anche il Dipartimento di Geoscienze del- l’Università degli Studi di Padova con la cui collaborazione è stato affrontato il più ampio problema dello studio del degrado della pietra di Vicenza estesa- mente usata nei monumenti storici di Padova (vedi contributo nel presente volume). Prima di iniziare sono stati eseguiti alcu- ni sopralluoghi allo scopo di redigere un programma di campionamento orienta- to a rispondere ai quesiti dello studio dei materiali e dei relativi processi di altera- zione. Scansione dei sopralluoghi e campiona- menti: - 11 dicembre 2003, sopralluogo preli- minare; - 22 dicembre 2003, campionamento (campioni da 1 a 18) da parte del Dipartimento di Geoscienze su Gio- vanni Calfurnio; - 14 aprile 2004, campionamento del Dipartimento di Geoscienze su S. Giorgio e il drago (copia risalente al 1931) sulla facciata esterna dell’ora- torio di S. Giorgio; - 8 luglio 2004, campionamento (cam- pioni da 19 a 23) del Dipartimento di Geoscienze su Giovanni Calfurnio; - 22 luglio 2004, sopralluogo; - 1 ottobre 2004, campionamento (campioni da 24 a 33) da parte del- l’Istituto Veneto per i Beni Culturali su Giovanni Calfurnio; - 31 maggio 2005. In questo lavoro verranno riportati i risultati delle indagini preliminari con- dotte sul Robortello, mentre per il Cal- furnio verranno riportate solo le indagi- ni relative ai pigmenti e ai trattamenti superficiali effettuati nel passato. Lo stato di conservazione Il monumento a Francesco Robortello è posto sulla parete orientale del chiostro del noviziato in prossimità dell’uscita verso il cortile interno ed è per lo più costituito da pietra di Nanto ad eccezio- ne del busto del Robortello che è in ter- racotta (fig. 1). La particolare ubicazione in prossimità dell’uscita può spiegare l’asimmetrica alterazione che è macroscopicamente osservabile, specialmente sul busto del Robortello, che presenta vistose perdite di superficie sul lato orientato verso l’uscita. La maggiore ventilazione a cui è sog- getto il lato del busto orientato verso l’uscita causa più frequenti processi evaporativi e conseguenti maggiori cri- stallizzazioni di sali solubili, che come è noto provocano stress meccanici con vistose esfoliazioni e talvolta scagliatu- re (fig. 2). Sulla pietra di Nanto del basamento sono presenti numerose scagliature che hanno causato perdita di materiale anche di grandi dimensioni. In questa zona sembra essere particolarmente atti- Basilica di Sant’Antonio, Chiostro del Noviziato. Indagini preliminari al restauro sui monumenti a Francesco Robortello e Giovanni Calfurnio Vasco Fassina, Arianna Gambirasi, Valentina Donà Fig. 1. Monumento a Francesco Robortello (lug 2004). Il manufatto è in pietra di Nanto, mentre il busto è in terracotta.