DWF / Sisters of the revolution. Letture politiche di fantascienza - 2019 (121-122) 29 MATERIA Cosa può un immaginario. La fantascienza femminista nei movimenti contemporanei COSA PUÒ UN IMMAGINARIO. LA FANTASCIENZA FEMMINISTA NEI MOVIMENTI CONTEMPORANEI Giada Bonu “Forse potresti spiegarmi una cosa che non sono riuscita a capire” “Che cosa può essere?” chiede, interessato. Sto entrando in una zona pericolosa, ma non riesco a fermarmi. “È una frase che ho visto da qualche parte”. Meglio non dire dove. “Credo che sia in latino, e ho pensato che forse… (…) Nolite te bastardes carborundorum. (…) Qual era il suo significato?” chiedo. “Il significato? Oh, voleva dire: non lasciare che i bastardi ti schiaccino”. (Atwood, 2018) Le ancelle irrompono sulla scena Il 26 luglio 2018, a Verona, dalla balconata che sovrasta l’aula in cui è in corso una riunione del consiglio comunale, si affacciano delle figure silenziose. Sono cinque donne coperte da un mantello rosso e un copricapo bianco con alette laterali che quasi impediscono di vedere il volto. In discussione c’è la mozione anti-aborto promossa dalla Lega e sottoscritta dal sindaco Federico Sboarina, che propone il finanziamento ad associazioni cattoliche che contrastano il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, la sepoltura automatica dei feti delle donne che ricorrono all’IVG, la promozione del progetto “Culla segreta” (che consente di partorire in maniera anonima) e la proclamazione di Verona “città a favore della vita”. Le figure vestite di rosso ricompaiono il 4 ottobre, giorno dell’approvazione della mozione, e poi a catena in numerose iniziative promosse dal movimento transfemminista Non Una di Meno: il 13 ottobre, sempre a Verona, contro l’approvazione della mozione anti-aborto; in varie città nelle contestazioni al disegno di legge Pillon; il 24 novembre a Roma, in occasione della manifestazione