L’ Ordine degli avvocati di Cluj 1 risentì, come tutte le istituzioni cittadine, degli scon- volgimenti politici che colpirono la Transilvania tra il 1940 e il 1948. 2 A seguito del secondo arbitrato di Vienna 3 la città torno all’interno dei confini ungheresi, e per gli avvocati romeni fu estremamente difficile continuare a lavorare in tranquillità; cento di loro preferirono addirittura abbandonare la città. Chi voleva continuare ad esercitare la professione avrebbe dovuto prestare giuramento di fedeltà allo Stato ungherese e passare il vaglio di una Commissione formata da magis- trati e altri avvocati che aveva il compito di verificare la lealtà e l’etica professionale del richiedente. La Commissione di Cluj venne formata dal primo presidente del Tribunale, Mikó Imre, il magistrato József Szenczer, e gli avvocati Bartha Ignat, Daróczy Francisc, Péterffy Jenö, Silay István, Tusa Gábor, Connerth Arthur e Károly Welther. Si trattava di una commis- sione composta interamente da magiari; non fu presa in considerazione l’idea di una rapp- resentanza, al suo interno, dei pochi avvocati romeni rimasti. 4 I professionisti romeni rimasti a Cluj si impegnarono sia nelle aule di Tribunale che clandestinamente nella difesa degli interessi romeni. La casa dell’avvocato Romul Boilã divenne il luogo in cui il gruppo vicino a Emil Haþieganu e Iuliu Maniu organizzò la resistenza pas- siva. Aurel Socol girò tutta la Transilvania settentrionale difendendo gratuitamente tutti quei contadini cui lo stato ungherese tolse la terra per restituirla ai grandi proprietari che nel 1918 avevano abbandonato la regione. Sebbene le istituzioni giudiziarie si comportassero spesso in maniera vessatoria nei confronti dei romeni, è lo stesso Socol ad affermare nelle sue memorie come in quegli anni in città non regnasse soltanto l’odio etnico ma che anzi, almeno nel mondo forense e in generale giudiziario, egli avesse trovato correttezza e amicizia anche da parte di magiari. 5 Socol e altri avvocati (Leontin Pop, o l’ungherese Klein Andrár) si impegnarono poi per salvare dalla deportazione molti ebrei, con risultati non sempre efficaci. Alla fine della guerra, molti avvocati iscritti all’albo nel settembre del 1940 erano morti in guerra, altri avevano lasciato Cluj. Ci volle più di un anno dalla fine delle ostilità perché gli avvo- cati dell’Ordine potessero riprendere a riunirsi e ad operare con una parvenza di normalità. Da liberi professionisti a impiegati pubblici Gli avvocati di Cluj e la sindacalizzazione dei processi civili e penali F RANCESCO M AGNO